| Il caso e la necessità Ragioni e limiti della diversità genetica |
giovedì, gennaio 26, 2012
I viaggi di Luca Cavalli Sforza
lunedì, settembre 19, 2011
L'illusione dei sogni
martedì, agosto 23, 2011
Boncinelli al Festival della Mente
Chiuderà domenica 4 settembre alle 19.30 con la conferenza Che cos’è la vita? Vita ieri, oggi e domani.
giovedì, luglio 28, 2011
Francisco José Ayala
E' stato Presidente e Presidente del Consiglio della Associazione Americana per l'Avanzamento della Scienza. E’ docente universitario di Scienze Biologiche, Ecologia e Biologia Evoluzionistica (School of Biological Sciences), docente di Filosofia, (Facoltà di Lettere e Filosofia), e professore di Logica e Filosofia della scienza (Facoltà di Scienze Sociali).
Lavori e ricerche
E' conosciuto per le sue ricerche sulle popolazioni e la genetica evolutiva, ed è stato chiamato “l'Uomo del Rinascimento della Biologia Evoluzionistica". Le sue scoperte hanno aperto nuovi approcci alla prevenzione e trattamento delle malattie che colpiscono centinaia di milioni di individui in tutto il mondo. Attualmente è nel comitato consultivo della Campagna per difendere la Costituzione, un'organizzazione che ha incitato il Congresso a eliminare le restrizioni sui finanziamenti federali sulle cellule staminali embrionali. Ha frequentato il convegno Beyond Belief nel novembre 2006.
Premi ricevuti
mercoledì, settembre 08, 2010
Come funziona il cervello?
- Semir Zeki - Con gli occhi del cervello - Di Renzo Editore
- Michael Gazzaniga - L’interprete - Di Renzo Editore
martedì, settembre 07, 2010
La deriva genetica
venerdì, luglio 30, 2010
La tristezza
giovedì, luglio 22, 2010
Festival della Mente
martedì, maggio 18, 2010
Il caso e la necessità
Il libro inizia ripercorrendo velocemente la vita e la carriera di Cavalli Sforza e certamente non passano inosservati i nomi di alcuni degli scienziati con cui Cavalli Sforza ha interagito: basti pensare, per citarne solo alcuni, ad Adriano Buzzati-Traverso, Ronald Fischer, Joshua Lederberg e James Watson. Così come colpisce vedere l’energia con cui Cavalli Sforza si dedica alla ricerca scientifica ed alla comunicazione della scienza: “..qualche volta mi stupisco di quanto insaziabile continui ad essere la molla che ha sempre mantenuto la mia ricerca, la curiosità”.
Nella prima parte del libro Cavalli Sforza parla del progetto “Human Genome Diversity Project” (HGDP), da lui intensamente voluto per capire l’origine della diversità delle popolazioni umane e l’evoluzione della nostra specie. “Vale la pena accennare - scrive Cavalli Sforza - agli ostacoli di natura etica e politica che abbiamo dovuto fronteggiare. Siamo stati accusati di rinforzare con le nostre ricerche il concetto di razza, proprio l’opposto delle nostre persuasioni. Ci hanno chiamato biocolonialisti, ritenendo immorale prelevare sangue a gente inerme come gli indigeni; come se noi intendessimo prelevarlo con la violenza. Ci hanno tacciato di sfruttarli e di volerci arricchire procacciandoci brevetti sul DNA delle popolazioni indigene, di violare le loro identità politiche perché il nostro metodo scientifico avrebbe avuto l’egemonia sulla costruzione dell’identità umana, di andare contro i miti di origine delle popolazioni aborigene e così via”. Nonostante numerose opposizioni e scarsi fondi il progetto è proseguito ed anche la rivista Nature Genetics ha dedicato a questo progetto ampio spazio mostrando le numerose potenzialità di un simile approccio allo studio della diversità umana.
L’altro aspetto che emerge prepotentemente dal libro di Cavalli Sforza è l’importanza degli studi multidisciplinari per comprendere pienamente l’evoluzione umana, perché “l’evoluzione umana non è una questione meramente genetica, ma anche culturale. Noi esseri umani abbiamo fatto della trasmissibilità delle nozioni culturali da una generazione all’altra il primo meccanismo adattativo della specie. Vi deve essere dunque una stretta correlazione tra la capacità umana di fare cultura e la selezione naturale. (…). L’esempio più immediato è quello del linguaggio: è infatti molto probabile che lo sviluppo del linguaggio sia legato all’aumento delle dimensioni del cervello umano, anche se è difficile dire esattamente come e perché. Ecco dunque che l’intervento di altre discipline – l’antropologia e la linguistica in questo caso – può risultare di aiuto al genetista”.
Cavalli Sforza ripercorre quindi gli studi condotti sul parallelismo tra l’evoluzione delle lingue e quella delle popolazioni umane, perché “ci sono infatti chiare analogie – sottolinea Cavalli Sforza – tra l’evoluzione genetica e quella linguistica”, sebbene “non ci si aspetti un correlazione perfetta, dato che il linguaggio (in quanto fenomeno culturale) tende a mutare e quindi anche evolvere in tempi molto più rapidi dei geni”. Altro aspetto importante dell’evoluzione umana è dato dalla cultura in genere, di cui il linguaggio è parte, ma che consiste di “quel patrimonio di conoscenze accumulato nel corso di generazioni (…) e che modella il nostro comportamento”. L’importanza della cultura nel suo complesso non può essere sottovalutata, poiché ci sono cambiamenti culturali che sono equivalenti alle mutazioni, come le invenzioni o le innovazioni, anche se si tratta di variazioni meno casuali rispetto alle mutazioni biologiche. La crescita demografica umana, ad esempio, è provato che sia stata influenzata “da innovazioni tecnologiche riguardanti la produzione di cibo, i trasporti, il potere militare e, in epoche più recenti, le comunicazioni, la matematica e le tecniche sperimentali. Con il trionfo della comunicazione l’evoluzione culturale è diventata il motore dell’evoluzione umana e probabilmente anche dell’evoluzione genetica”.
Questa duplice natura (biologica e culturale) della nostra evoluzione è facilmente osservabile tanto che “se prendiamo le migrazioni, non possiamo esimerci dall’ammettere che sono un fenomeno tanto genetico quanto culturale. Le migrazioni inseriscono nuovi geni, ma anche nuovi costumi e abitudini”. E’ tra l’altro interessante notare come sia proprio la componente culturale a rappresentare il principale elemento di differenze tra le popolazioni. “Ciò che è certo – scrive Cavalli Sforza- è che la variazione genetica è maggiore fra gli individui di una popolazione, che tra le popolazioni. Sul piano culturale avviene esattamente l’opposto: vi è più variazione culturale tra le diverse popolazioni che non all’interno di un solo gruppo”. Cavalli Sforza espresse questo concetto in modo molto chiaro in libri precedenti ad indicare che il razzismo non ha basi biologiche, ma solo culturali.
Per capire quindi l’evoluzione dell’uomo sottolinea Cavali Sforza è “necessario lo studio parallelo di taluni fenomeni attraverso discipline diverse, che vanno dalla genetica alla paleontologia, archeologia, storia, demografia, sociologia, antropologia culturale e fisica, linguistica, toponomastica e antroponimia”. L’ultima parte del libro è dedicata al futuro e Cavalli Sforza dedica spazio alle prospettive di applicazione all’uomo delle ricerche in ambito medico e ai margini di evoluzione della nostra specie, sottolineando il fatto che il futuro dell’uomo non potrà che essere influenzato dalle migrazioni che, sebbene causa di lamentele da parte di razzisti e xenofobi, non potranno che rendere più rosse le prospettive evolutive della nostra specie
mercoledì, maggio 05, 2010
La cultura come destino
Il festival dell’antropologia contemporanea.
Edoardo Boncinelli fisico e genetista, sarà presente Domenica 30 maggio alle ore 18.00 in piazza del Duomo. Boncinelli ha guidato per anni laboratori di biologia molecolare dello sviluppo e si è dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare degli animali superiori e dell’uomo. Insegna Fondamenti biologici della conoscenza presso la facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Collabora a Le Scienze e al Corriere della Sera.
venerdì, agosto 21, 2009
Casualità, destino o genetica familiare?
Nessuno sa perché, ma tutti sanno che accade, deriva dalla comune osservazione. La Schützenberger ha una ipotesi, impegni e doveri non finiti, rimangono nella nostra memoria e solitamente è qualcosa che non possiamo accettare, come una morte prematura o qualcosa che sentiamo ingiusto o la teoria del “se”. Se avessi chiamato prima il dottore, se fossi andato prima all’ospedale o se avessi detto quella cosa o se avessi agito in quella determinata maniera. Tutti questi se continuano a girare nella testa e fino a quando non si chiudono le storie, questi avvenimenti si ripetono all’infinito. Alle volte, per capire i comportamenti patologici di bambini molto piccoli si cerca di farli disegnare o sottoporli a prove poco invasive mentalmente, ma quando questo non è possibile si cerca di intervistare i propri genitori e spesso i nonni, e dalla vita, dagli eventi traumatici di questi si può capire qualcosa di più su quello che sta accadendo al bambino.
martedì, giugno 23, 2009
A caccia degli antenati
Nel corso degli ultimi due decenni la costruzione di alberi filogenetici, un tempo basati solamente sull'analisi delle strutture morfologiche, ha subito un profondo processo di revisione e accelerazione grazie al ricorso alle analisi del DNA. Tuttavia, questo processo di revisione ha riguardato solamente una piccolissima parte degli 1,5 milioni di specie descritte. Ciò perché la definizione di questi rapporti richiede la considerazione e il confronto di una quantità enorme di dati relativi alle sequenze del DNA e delle proteine.
martedì, aprile 07, 2009
Arrivano i Robot scienziati
Su Science (http://www.sciencemag.org/) è uscito un articolo che tratta di robot che sono in grado aiutare i ricercatori. Adam, questo il nome del robot specializzato in Biologia è riuscito a fare una scoperta per quanto riguarda la genomica. Adam, programmato da esperti delle universita' di Aberystwyth e Cambridge, e' riuscito a scoprire dati scientifici nuovi, seppure semplici, sul genoma del lievito Saccharomyces cerevisiae, un organismo che gli scienziati utilizzano come modello per studiare forme di vita piu' complesse.
La genomica è una branca della biologia molecolare che si occupa dello studio del genoma degli organismi viventi. In particolare si occupa della struttura, contenuto, funzione ed evoluzione del genoma.
- Irenäus Eibl-Eibesfeld - Dall’animale all’uomo
- Luigi Luca Cavalli Sforza - Il caso e la necessità
- Gianmarco Veruggio - Il Mare della Robotica
martedì, febbraio 10, 2009
Bicentenario Darwin
Tratterà, inoltre, del Jane Goodall Institute e del suo programma Roots & Shoots, la campagna mondiale promossa per la diffusione di una nuova etica ambientale e umanitaria. Questo programma incoraggia lo scambio tra culture diverse, il rispetto per l’ambiente e gli altri animali e l’impegno verso la propria comunità. Come Messaggero di Pace per l’ONU discuterà infine delle ragioni che la inducono a sperare in questi tempi complessi e della viva consapevolezza che ognuno di noi possa contribuire e fare la differenza.
Di Renzo Editore, per celebrare l'evento attuerà uno sconto del 20% dal 12 febbraio al 14 febbraio su 4 titoli che trattano l'argomento.
Luigi Luca Cavalli Sforza (Il caso e la necessità - Ragioni e limiti della diversità geneta) è stato uno dei primi genetisti a chiedersi se i geni dell’uomo moderno contengano ancora una traccia della storia dell’umanità, iniziando un approccio pluridisciplinare che nella prima ricerca combinò la demografia storica.
Francisco J. Ayala ( Le ragioni dell’evoluzione ) Professore di Scienze biologiche e Filosofia all’Università della California e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, è stato consigliere del Presidente degli Stati Uniti per la scienza e la tecnologia durante l’amministrazione Clinton.Si è occupato di ricerche di genetica evolutiva, in particolare delle diversità genetiche delle popolazioni, l’origine della malaria e l’orologio molecolare dell’evoluzione. Tra i suoi interessi figurano anche il confronto tra religione e scienza e le questioni epistemologiche, etiche e filosofiche legate alla biologia umana.
Jane Goodall ( Cambiare il mondo in una notte ) primatologa, etologa e naturalista di fama internazionale, messaggera di pace per l’ONU, è nota in tutto il mondo per i suoi studi sugli scimpanzé. Ha fondato il Gombe National Park e il Jane Goodall Institute, che si occupa di numerosi progetti a favore degli animali, dell’ambiente e del continente africano.
Irenäus Eibl-Eibesfeldt ( Dall’animale all’uomo ) ha studiato biologia con Konrad Lorenz e Wilhelm von Marinelli e dal 1963 ha insegnato all’Università di Monaco.
lunedì, novembre 10, 2008
Che cos'è la vita?
giovedì, novembre 06, 2008
Stop al razzismo
L’intervista è andata in onda su Radio Fragola di Trieste.
Razzismo e genetica, la scienza ha escluso la possibilità di dividere l’umanità in razze, e proprio Cavalli Sforza con i suoi studi nel campo della genetica, ha contribuito a togliere ogni fondamento scientifico alle tesi razziste. Qual è la soluzione però per sfatare i luoghi comuni, falsi miti e i pregiudizi che ancora rafforzano il razzismo?
Secondo Luca Cavalli Sforza, bisogna approfondire la ricerca per far capire che le razze non esistono, esistono invece le difficoltà nel comprendersi perché ci sono almeno seimila lingue al mondo e questo comporterebbe al non capirsi e a respingere ciò che non si capisce.
Le differenze tra popolazioni sono solo genetiche, come il colore della pelle o tollerare più o meno il latte e questo lo si può notare anche in Italia tra abitanti del nord e abitanti del sud, ma quello che ci colpisce di più è l’aspetto estetico e in Europa si è sviluppato una specie di disprezzo per il colore diverso della pelle. Ad amplificare questa paura o disprezzo per le popolazioni nere, c’è anche il fatto del loro tardivo sviluppo causato da vari eventi. Questo permette a qualche sprovveduto di pensare ancora come essere appartenente ad una razza superiore, senza invece aver approfondito le ricerche.
Le differenze genetiche però, non permettono comunque una integrazione tra persone diverse. Le razze non esistono ed è la psicologia a individuare le diversità, per la genetica il colore della pelle è solamente un segno di un clima profondamente diverso dal nostro.
Ma dopo tutto, che cos’è che alimenta ancora il razzismo nei giovani? Alla domanda lo scienziato italiano risponde con molta semplicità e chiarezza. La trasmissione culturale, la trasmissione delle conoscenze. Cioè quello che si impara in famiglia, al mantenimento delle tradizioni ma anche dei pregiudizi.
giovedì, ottobre 30, 2008
Geni e comportamenti
"Il ruolo dei comportamenti è fondamentale in quanto sono in grado di cambiare alcune delle condizioni su cui si esercita la selezione naturale, questa circostanza è il frutto di una o più mutazioni in punti particolari del genoma che ha consentito, in un’ epoca relativamente antica (l’ultima glaciazione circa 13.000 anni fa) e in territori con scarso cibo, di nutrirsi da una abbondante fonte di calorie e nutrienti come il latte. Questo dimostra la validità della teoria della selezione naturale (solo gli individui con la mutazione favorevole sono sopravvissuti in ambienti con scarsità di cibo e abbondanza di latte) e anche che un comportamento (decidere di consumare il latte degli animali allevati) può dirigere l’evoluzione biologica".
L’esempio più noto riguarda il gene che comanda la produzione dell’enzima che digerisce il lattosio. È noto che soprattutto in Italia centro-meridionale molte persone sono intolleranti al lattosio accusando numerosi disturbi. La causa di ciò è che nell’uomo, come in tutti i mammiferi, dopo il secondo anno di vita, il gene smette di funzionare: l’enzima non viene più prodotto e il lattosio non viene digerito. Ma noi sappiamo che, per esempio, quasi il 100% degli abitanti della penisola scandinava hanno l’enzima attivo anche in età adulta.
Questo è stato l'intervento di Luca Cavalli Sforza tenuto il 24 ottobre al convegno "GENI E COMPORTAMENTI. ARTE E SCIENZA DELLA VITA"
martedì, ottobre 28, 2008
Morale e Genetica
Oggi 28 ottobre alle 17.30 alla Loggia dei Mercanti prende il via la nuova edizione de Le ragioni della parola, incontri filosofici organizzato dal comune di di Ancona. La manifestazione partirà oggi e terminerà il 12 dicembre e vedrà impegnati molti personaggi della scienza e filosofia che investigheranno su Il pensiero responsabile- etica e dintorni nella società plurale.
Il primo relatore di oggi sarà Edoardo Boncinelli, genetista di fama mondiale e autore del libro A caccia di geni, che si confronterà con il pubblico presente su Genetica e morale: quale rapporto?
Riconoscere i confini mobili e complessi che separano le possibilità della ricerca scientifica dalle convinzioni dell’etica comporta riflettere su questo problema in termini di apertura dialogica tra i diversi approcci alla questione, a partire dalla scienza.
Edoardo Boncinelli è nato a Rodi nel 1941, è genetista di fama mondiale: a lui e al suo gruppo di lavoro si devono alcune delle più importanti scoperte della biologia contemporanea come l’individuazione di una famiglia di geni, detti «omeogeni», che controllano il corretto sviluppo del corpo. Ordinario di Biologia e Genetica all’Università San Raffaele di Milano, dove è anche direttore del Laboratorio di biologia molecolare dello sviluppo, è stato presidente della Società Internazionale di Biofisica e Biologia Molecolare, e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.
Tra le sue opere, ricordiamo la breve autobiografia A caccia di geni (Di Renzo Editore 1996) e i volumi più recenti: Le forme della vita (Einaudi 2007), L’etica della vita. Siamo uomini o embrioni (Rizzoli 2008), Il male. Storia naturale e sociale della sofferenza (Mondadori 2007), Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell’anima (Laterza 2006), Il posto della scienza (mondatori 2004), Magia della scienza (Archinto 2006); da ultimo ha pubblicato un libro che è diventato subito un best seller: Come nascono le idee (Laterza 2008); ricordiamo infine due libri in collaborazione con filosofi: quello con Umberto Galimberti (e Giovanni M. Pace) E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (Einaudi 2000) e con Emanuele Severino, un Dialogo su etica e scienza (San Raffaele 2008).


