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giovedì, maggio 12, 2011

Premi Nobel per la fisica

Offerta Speciale - Pacchetto Premi Nobel per la fisica. Di Renzo Editore promuove cinque titoli della collana I Dialoghi scritti da cinque premi nobel per la fisica in un unico pacchetto ad un prezzo speciale.

Cinque titoli a solo 36,75 €  invece di 52,50 € con spedizione gratuita in tutta Italia - Visita Di Renzo Editore

L'universo affascinante
La futura rivoluzione nella fisica
David J. Gross
Collana: I Dialoghi
ISBN: 9788883231546
Anno Edizione: 2006
Pagine: 80
Prezzo: 9.50 €
Note: traduzione di Fiorella Operto

Il progresso della scienza è molto più complicato e incerto di quanto sia descritto nei libri, soprattutto per la fisica teorica, perché la storia è scritta dai vincitori che spesso ignorano i molti sentieri alternativi che i ricercatori hanno percorso, le molte tesi errate che hanno seguito e le idee sbagliate che hanno coltivato, più ardui da comprendere e più facili da dimenticare. Leggendo la storia, raramente si può avere un’idea corretta della vera natura dei progressi scientifici: David J. Gross ci racconta tutto questo nell’incredibile parabola che lo ha portato alla scoperta della libertà asintotica nella cromodinamica quantistica.
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Il mistero della superfluidità
Anthony J. Leggett
Collana: I Dialoghi
ISBN: 9788883232251
Anno Edizione: 2009
Pagine: 57
Prezzo: 10.00 €

La superconduttività e la superfluidità sono fenomeni la cui comprensione è stata estremamente difficile, e i ricercatori hanno impiegato vari anni prima di arrivare a una conclusione. Rispetto alla normale descrizione della materia, essi richiedono un tipo di visione nuova e originale, ed è stato proprio questo l’apporto scientifico di Anthony J. Leggett, Premio Nobel per la fisica nel 2003 proprio per i suoi contributi alla teoria dei superfluidi e dei superconduttori. Grazie al suo lavoro, molti problemi sono stati compresi, ma molti sono ancora aperti, come la superconduttività ad alta temperatura che rappresenta tuttora una sfida scientifica aperta.
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L'origine dell'universo
Un segnale che ha cambiato la visione del mondo
Arno Penzias
Collana: I Dialoghi
ISBN: 9788883231430
Anno Edizione: 2006
Pagine: 88
Prezzo: 10.00 €

“Essere stato insignito del Premio Nobel è stato importante perché, fra gli altri aspetti, è stata per me l’occasione per incontrare molte persone interessanti. Ma ha avuto anche altri effetti e, tra questi, che la gente parla con me, ma in realtà vuole parlare con un Premio Nobel.” Con questa riflessione, Arno Penzias, che ha diretto per 15 anni i Laboratori Bell, lavorando a progetti pionieristici, tra i quali le comunicazioni satellitari e le fibre ottiche, ed è stato vincitore della massima onorificenza cui uno scienziato possa aspirare, inizia il racconto della sua storia. Figlio di profughi tedeschi, partendo da quel Premio Nobel, guadagnato per la scoperta della radiazione cosmica di fondo, Penzias ha esplorato campi diversi ed è ora un brillante consulente di aziende innovative della Silicon Valley. Una storia esemplare che ci insegna a perseguire i nostri obiettivi.
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Tante domande, qualche risposta
Cinquant'anni di fisica delle particelle elementari
Martin L. Perl
Collana: I Dialoghi
ISBN: 9788883231597
Anno Edizione: 2006
Pagine: 104
Prezzo: 11.00 €

Da oltre cinquant’anni Martin Perl conduce ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle elementari, la scienza che studia la natura primaria della materia, dell’energia e delle forze, che investiga il mondo subatomico. In questi cinquant’anni si è accumulato un sapere enorme e molte domande hanno trovato risposta. Ma non tutte, anche perché la conoscenza acquisita finora ne ha sollevato di nuove. In questo libro Perl ci illustra le risposte finora ottenute nella fisica delle particelle elementari, le domande che ci si continua a porre e in che modo viene condotta la ricerca in questo campo della fisica.
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La musica del vuoto
Indagine sulla natura della materia
Frank Wilczek
Collana: I Dialoghi
ISBN: 9788883231643
Anno Edizione: 2007
Pagine: 108
Prezzo: 12.00 €

I pattern delle onde che descrivono i protoni, i neutroni e tutti i loro parenti ricordano le vibrazioni di strumenti musicali, e in effetti le equazioni matematiche che governano questi due domini, superficialmente molto diversi, sono in realtà molto simili. Quest’analogia musicale risale alla preistoria della scienza: già Pitagora scoprì che le note armoniose sono quelle suonate da corde le cui lunghezze sono in una semplice relazione numerica, mentre Keplero trascorse anni in tediosi calcoli ed erronee ipotesi alla ricerca dell’armonia nascosta dell’universo. Wilczek riprende questa metafora nella descrizione della realtà delle masse parlando di “musica del vuoto”, moderna espressione dell’antica, inafferrabile e mistica musica delle sfere.

mercoledì, febbraio 02, 2011

L'anno della chimica

Per celebrare l'anno internazionale della chimica, Di Renzo Editore, ha pensato un pacchetto di sei libri ad un prezzo veramente eccezionale. Sei premi nobel si raccontano, i loro studi la loro vita privata i loro successi. Segui questo link

Molecole su misura - Harold Kroto

Il C60 è stato definito il composto più importante scoperto nel XX secolo: fondamentale per la chimica del carbonio e dei materiali, potrebbe un giorno condurre ad eccezionali applicazioni. Il suo scopritore, il chimico britannico Harold Kroto, con grande onestà ritiene che siano molte le scoperte importanti del secolo appena trascorso, nonostante il Premio Nobel vinto nel 1996. Con la stessa modestia, l’autore ci racconta la sua esperienza umana e professionale, riconoscendo l’importante funzione che hanno avuto nella sua formazione esperienze all’apparenza banali, come lavorare nella fabbrica di palloncini del padre, giocare col Meccano e svolgere la professione di grafico. Profondamente interessato alla divulgazione e alle discussioni scientifiche con la cosiddetta “gente comune”, Harold Kroto crede nella scienza come attività culturale e profonda comprensione del mondo. E ai giovani che vogliono seguire le sue orme consiglia di divertirsi nel proprio lavoro, di evitare la competizione perché non è produttiva e, una volta individuato il proprio obiettivo, di non mollare mai.

La rivoluzione dell'RNA - Sidney Altman

L’RNA non ha la sola funzione di “magazzino delle informazioni”, necessario in un primitivo sistema di auto replicazione. Questo polimero possiede proprietà di catalizzatore esso stesso ed una sola molecola è sufficiente per osservare attività catalitica. Con questa scoperta, Sidney Altman ha rivoluzionato la conoscenza dei meccanismi biologici. Una funzione apparentemente antica, che si è conservata lungo l’evoluzione anche quando una proteina, o le proteine, si sono a loro volta evolute per contribuire al lavoro dell’RNA. In questo volume, Altman racconta le avventure della sua scoperta, il fascino della vita di laboratorio e l’energia della vita scientifica nel contatto quotidiano con le grandi menti del suo tempo.

Come pensa un chimico? - Roald Hoffmann

“In primo luogo sono interessato al modo di pensare del chimico in generale, e non solo a quello dei miei colleghi teorici. E neppure mi riferisco ai miei vecchi colleghi sperimentalisti, perché spesso essi hanno adottato un particolare modo di pensare che per loro funziona perfettamente. I miei lettori invece rappresentano una fascia ben precisa: studenti, laureati e giovani assistenti, persone dalle menti aperte, pronte ad adottare nuove modalità di pensiero.” Scrive così Roald Hoffmann, Premio Nobel per la Chimica, che ha dedicato la propria vita non solo alla scienza, ma anche allo studio dell’arte e della letteratura, e che da lungo tempo sta tentando di modificare, con i suoi scritti, l’idea che in genere si ha della chimica, fornendole un’accezione più in sintonia con le nuove esigenze culturali.

La ricerca di una vita. Verso un futuro sostenibile - George A. Olah

Gli idrocarburi e i loro prodotti sono essenziali per la crescita dell’economia globale, ma le risorse di combustibili fossili sono in esaurimento ed è dunque necessario cercare fonti di energia alternative. La conversione dell’anidride carbonica prodotta dagli impianti industriali o presente nell’atmosfera in metanolo liquido, utilizzabile a sua volta come carburante o come materia prima per la produzione di altri idrocarburi, rappresenta una soluzione perfetta e a portata di mano. George A. Olah ci racconta le tappe della sua scoperta e l’impegno per un ambiente più pulito in un futuro sostenibile.

Le molecole dei viventi - Max Ferdinand Perutz

Il racconto che l’Autore, Premio Nobel per la chimica nel 1962 insieme a John Kendrew, fa della sua gioventù, le riflessioni sullo sviluppo degli studi chimico-biologici e il grande tema delle radici profonde dell’esistenza s’intrecciano armoniosamente in tre linee narrative e costituiscono la magia di questo piccolo volume. Ma quello che più avvince è il sentimento di umana simpatia con cui Perutz considera gli uomini di scienza che, come lui, intesero la loro attività alla stregua di un impegno politico, civile, morale volto alla difesa dei valori della cultura, della libertà e della giustizia.



Il futuro è già determinato? - Ilya Prigogine

Dopo aver discusso i problemi fondamentali della scienza del nostro tempo e di alcuni concetti filosofici, a partire dalla controversia tra Eraclito e Parmenide, Ilya Prigogine lancia un messaggio di grande speranza: il futuro non è determinato. Contrariamente a quanto lascia supporre la globalizzazione e l'apparente massificazione della società attuale, il comportamento individuale si avvia a diventare sempre più il fattore chiave che regola l'evoluzione del mondo e della società. Un messaggio, questo, che va direttamente contro quelli più diffusi, implicitamente o esplicitamente, dai mezzi di comunicazione di massa: l'importanza delle azioni individuali, infatti, implica la riflessione di ognuno sulle responsabilità che ci si assume quando si agisce o si prende una decisione. E questa responsabilità è associata ad una autonomia di pensiero e ad una analisi critica di mode, costumi, idee preconcette, ideologie, imposti dall'esterno: esattamente il contrario di quello che desiderano coloro che vorrebbero renderci "perfetti consumatori" in un mondo dominato solo dal denaro. Contrastare questa spinta verso la cancellazione della libertà di pensare con la propria testa è ormai un imperativo se si vuole salvare la società umana e il nostro pianeta da catastrofi che ormai appaiono sempre più vicine e (purtroppo quelle sì) irreversibili. Questo libro fornisce un piccolo, discutibile, ma prezioso contributo in tale direzione.

lunedì, settembre 21, 2009

Il wireless è Italiano


Nel 1909 Guglielmo Marconi fu il primo Italiano a vincere il Premio Nobel per la Fisica. La motivazione del premio così recitava “..a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.

La fama di Guglielmo Marconi ha ormai scavalcato tre secoli della nostra storia e rimane un riferimento eccezionalmente attuale nel campo delle comunicazioni e della ricerca scientifica basti solo pensare alle recenti reti wireless, alle reti radio televisive o più semplicemente al forno a microonde.

E’ un personaggio che merita sicuramente una manifestazione che ne ricordi la vita e le opere ma è stato così eclettico e così complesso da meritare una specifica iniziativa che affronti sia gli aspetti del suo percorso scientifico sia quelli della sua vicenda umana.

L’Istituto Magistrale Statale di Pescara venne istituito nel settembre del 1935 e nel 1938 fu intitolato a Guglielmo Marconi.

Intendiamo proporre non tanto un momento celebrativo quanto una riflessione condivisa e un contributo al dibattito scientifico

L’evento andrà ad inserirsi in una ricchissima programmazione nazionale e internazionale che ha preso a pretesto il centenario del Nobel per tornare a parlare, discutere, pensare e costruire intorno al fenomeno Guglielmo Marconi (cfr. www.marconicentenarionobel.it/).

L’iniziativa avrà una duplice valenza: da un lato un programma didattico multidisciplinare perfettamente integrato nei diversi corsi di studio e dall’altro una giornata commemorativa guidata da personalità di spicco e alla presenza delle massime autorità.

Il programma didattico prevede la lettura da parte degli studenti del testo “Marconi, mio padre” (Di Renzo Editore) scritto da Degna Marconi Paresce sia come approfondimento letterario e umanistico sia come fase propedeutica al dibattito scientifico della giornata conclusiva a cui parteciperà eccezionalmente il Prof. Francesco Paresce, nipote di Guglielmo Marconi e astrofisico di fama internazionale.

Contemporaneamente verrà presentata la mostra storico-documentaria su Marconi allestita dal nostro Istituto grazie ai materiali e ai documenti forniti dalla Fondazione Marconi di Bologna e da un collezionista privato cultore delle vicende dello scienziato.

La mostra è stata pensata per consentire a studenti e cittadini di prendere contatto e di informarsi su temi e argomenti concreti e attuali. Con la collaborazione delle Istituzioni locali vorremmo, inoltre, che questo evento fosse fruito anche dagli studenti aquilani quale ulteriore occasione per trascorrere una giornata ricca di curiosità e di spunti per il loro futuro professionale.

Fiorella D’Amico

martedì, luglio 21, 2009

Competizione e motivazioni

Sul blog Scienceblog.de in collaborazione con JoVe.com è stata inserita una bellissima intervista video al premio Nobel per la chimica Harold Kroto, dal titolo Competizione e motivazioni. Sir Harold Kroto ha vinto il Premio Nobel della Chimica nel 1996 per la scoperta dei fullereni. Abbiamo estrapolato il dialogo dal video che si può anche visionare sul sito http://www.vimeo.com/ e lo abbiamo tradotto per i nostri lettori. C'è veramente bisogno di competizione nel mondo della scienza? Serve per motivare i giovani a impegnarsi a fare le cose giuste? Buona lettura!!

"Non credo che la competizione vada bene per tutti. Alcuni sono molto bravi, ad esempio i tennisti. Però anche i tennisti migliori a volte hanno dei momenti difficili in cui si trovano sotto pressione, e non giocano bene come potrebbero, mentre ci sono altri che reagiscono positivamente a quel tipo di pressione, e sono quelli che vincono. Magari non giocano necessariamente il tennis migliore. Credo si possa fare questa analogia.

Penso che alcune persone – come gli scienziati – farebbero meglio a fare ciò che vogliono senza entrare in competizione. Non che non mi piaccia la competizione, ma non penso che sia necessariamente un aiuto. Altri scienizati invece pensano che lo sia. Il mio collega, ad esempio, Rick Smalley, che è scomparso tre anni fa, lui diceva di amare la competizione. Era quel tipo di persona. Diceva che ne abbiamo bisogno per spingere i giovani a fare le cose giuste. Per me non è necessaria, non mi interessa cosa fanno gli altri, mi interessa solo cosa voglio fare io, e penso che se la gente è in competizione non deve necessariamente interessarmi perché mi interessa fare qualcosa che non interessa a nessun altro. Anche se gioco a tennis, che è uno sport competitivo. Sono stato un giocatore piuttosto bravo, ma non reagivo bene alla pressione. Penso si dovrebbe fare sport solo per divertimento e penso anche che quando si guarda qualche sport competitivo, comporta un qualcosa che non piacerebbe a nessun sportivo.

Credo che valga lo stesso per la scienza. Non faccio scienza per competere con qualcun altro per vincere dei premi. Faccio scienza perché è un bel modo di vivere, è qualcosa in cui sono abbastanza bravo, per la quale ho talento forse, qualcosa che mi diverto a fare. Non la faccio per vincere dei premi, non ho fatto quella scoperta per vincere il Premio Nobel, non mi è mai passato per la mente di vincere dei premi. Beh, in effetti era scienza decorosa, era accurata, e ho pensato, beh, forse mi merito un premio o una medaglia e poi, quando dopo un po’ abbiamo scoperto il C60, abbiamo pensato, beh, forse questo vincerà un premio. Ma non ha mai ostacolato il mio approccio alla scienza. In un certo senso è molto artificiale. Ne sono molto orgoglioso ovviamente – beh, l’orgoglio è un peccato – ma negli anni ci sono stati pro e contro del Premio. Sono molto felice di aver vinto il premio, ma non credo che sia stato tutto positivo. Ci sono stati anche molti aspetti negativi. Penso che i giovani non dovrebbero iniziare qualcosa solo per vincere dei premi. È per questo che non amo la competizione. Non mi piace che la gente faccia sport, l’atletica ad esempio, per vincere dei premi e che poi sia delusa se non vince le Olimpiadi. Credo che questo porti un aspetto negativo nello sport così come anche nella scienza, quando gli scienziati passano la vita a lamentarsi del fatto che non hanno vinto questo o quel premio, e questo mi preoccupa. "

Pressione sull’illuminismo
"Se non avessi vinto il Premio Nobel, forse le cose che avrei preferito fare sono l’arte e la grafica. Mi interessano molto ma non ho mai tempo da dedicarci. Il punto è che avendo vinto il Premio Nobel sento molto spesso una sorta di responsabilità di rappresentare una parte della comunità scientifica su questioni che ritengo importanti. E in particolare oggi, con questa straordinaria pressione sull’illuminismo, credo che il libero pensiero e queste tematiche siano molto importanti ma che siano minacciate. Sono ateo, qualunque cosa sia – ateo, agnostico, non ho mai approfondito. Ci sono pochi scienziati, meno del 10%, che credono in Dio. Gli scienziati più importanti, più del 90%, sono atei. E trasferiscono il proprio aspetto della scienza alla vita quotidiana, il che è una questione intellettuale per me.

Non che non abbia bisogno di qualcosa di mistico nella vita, è solo che non lo accetto, e penso che chi lo accetta abbia uno terribile tallone d’Achille, nel senso che credono a qualunque cosa, a qualunque storia, ovunque provenga, di migliaia di anni fa, per la quale non ci sono prove. E queste persone mi preoccupano perchè si trovano in posizioni di potere e di responsabilità e quando la gente è pronta ad accettare una tra 20 o 30 storie di mille anni fa, mi chiedo cos’altro siano pronte ad accettare quando si arriva a decisioni che mi riguardano. Questa è una delle responsabilità e sento di trovarmi in una posizione per dire qualcosa al riguardo.

Un buon esempio, che farò anche mercoledì, è quello di un museo della creazione negli Stati Uniti, dove ai bambini viene detto che la terra ha solo 4.500 anni, quando è piuttosto chiaro che sia molto più antica, dalle misurazioni scientifiche che coincidono tutte da qualsiasi campo della scienza. Tutte indicano che la terra ha 4,5 milioni di anni. Dicono ai bambini che il Grand Canyon è stato scavato dal diluvio di Noè, 4350 anni fa. Sono un sacco di stronzate, una totale assurdità, eppure i bambini ci vanno e questo mi preoccupa. C’è un’intera generazione di bambini che è stata ingannata, da gente sulla quale non abbiamo alcun controllo. Ci sono gevernatori di alcuni stati USA che la pensano così e fanno delle leggi in modo che gli insegnanti debbano raccontare queste cose ai bambini.

Credo che il mondo si trovi ora in una situazione pericolosa, in cui questi lunatici stanno davvero prendendo il controllo dell’educazione, e di molti altri aspetti, anche qui nell’Unione europea, e questo mi preoccupa.
Io mi baso sempre sulle prove e non accetto nulla senza prove, ma nenache accetto prove senza esaminarle criticamente e dire, sì, mi sembra giusto, oppure in caso di tematiche complesse, sì, probabilmente è giusto. Una tematica complessa è ad esempio il riscaldamento globale, un tema molto complesso. Le prove ci suggeriscono che con la terra oggi abbiamo un problema. Non sono sicuro in maniera assoluta, però sono abbastanza sicuro, e quindi dico, ok, dobbiamo fare qualcosa, perché se è giusto siamo nella merda fino al collo. Voglio dire, probabilmente in grossi problemi, e penso che sia qui che gli scienziati debbano protestare. Questa è la responsabilità di chi ha vinto il Premio Nobel e si trova in una posizione di poter dire queste cose, perché quando le dici, alla gente non piace. Quando le privi del sostegno che aiuta qualche persona a sopravvivere, è un grande problema. Non voglio togliere il sostegno a quelle persone per cui è importante, non hanno influenza, ma penso si debba spazzar via il sostegno da sotto i governatori di quegli stati americani o da chi corre per la presidenza degli Stati Uniti.

Questo mi preoccupa molto, perché se sono pronti ad accettare certi dogmi religiosi, cos’altro sono pronti ad accettare? Sono pronti ad accettare o a credere senza prove che ci sono delle armi di distruzione di massa in Irak, come è accaduto? Credo che questo sia un esempio su cui la gente dovrebbe riflettere. "

giovedì, ottobre 09, 2008

E' morto George Emil Palade

E' morto il biologo naturalizzato americano George Emil Palade che nel 1974 ottenne il premio Nobel per lo studio biochimico dei mitocondri, cloroplasti ed apparato di Golgi isolati dal resto degli altri organuli sub-cellulari. Il suo lavoro mise in evidenza le particelle all'interno del citoplasma nel RNA, il livello in cui si realizza la biosintesi delle proteine, chiamati ribosomi o granuli di Palade ed, in particolare, contribuì a spiegare il meccanismo cellulare nella produzione di proteine.
Cittadino rumeno naturalizzato statunitense dal 1952, George Emil Palade nel 1961 fu eletto membro della National Academy of Science. Assieme a Keith Porter, diresse a lungo la rivista «The Journal of Cell Biology», la più importante pubblicazione scientifica di biologia cellulare. Nel 1973 lasciò l'Istituto Rockefeller, trasferendosi alla Yale University, mentre dal 1990 lavorava all'Università di San Diego in California. Nel 1986 l'allora presidente americano Ronald Reagan gli accordò la Medaglia Nazionale per gli alti meriti nel campo della scienza.

mercoledì, ottobre 08, 2008

Premio Nobel 2008

Il Nobel per la fisica 2008 va a due giapponesi ed un americano di origini giapponesi. Si tratta di Makoto Kobayashi dell’organizzazione KEK, per la ricerca sugli accelleratori di particelle e Toshihide Maskawa dell’istituto di Fisica teorica dell’università di Kyoto.

“Hanno scoperto l’origine della rottura della simmetria che predice l’esistenza di almeno tre famiglie di quark in natura”. Yoichiro Nambu, nato nel 1921 a Tokio ma attivo presso l’istituto Enrico Fermi dell’università di Chicago negli Stati Uniti è stato premiato per “la scoperta del meccanismo di rottura spontanea della simmetria nella fisica subatomica”.

Tanta amarezza però nella comunita' dei fisici per la mancata assegnazione del Premio Nobel a Nicola Cabibbo, presidente della Ponteficie Accademia delle Scienze. Nicola Cabibbo fisico italiano noto per l'introduzione nella fisica delle particelle dell'angolo di Cabibbo. I suoi studi sull'interazione debole, nati per spiegare il comportamento delle particelle strane, hanno permesso, grazie all'ampliamento dell'idea originaria da lui proposta nel 1963, di formulare l'ipotesi dell'esistenza di almeno tre famiglie di quark. Questa ipotesi fu utlizzata per spiegare, grazie all'introduzione della Matrice CKM, la violazione della simmetria CP.

Ha ricevuto diversi premi tra i quali nel 1979 il Premio Nazionale del Presidente della Repubblica italiana per la classe di scienze fisiche dell'accademia dei Lincei e nel 2003 il premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica "per la sua teoria del miscelamento dei quark down e strange nei decadimenti deboli, in cui svolge un ruolo fondamentale il noto parametro detto «angolo di Cabibbo»

lunedì, giugno 09, 2008

Global Shift



Ervin Laszlo sarà l'oratore principale del "Global Shift: una nuova strategia evolutiva per imprese, istituzioni ed organizzazioni non profit del terzo millennio". Ervin Laszlo già candidato al premio Nobel; studioso di fama mondiale che ha insegnato in diversi atenei negli Stati Uniti d'America e in Europa; autore di numerose pubblicazioni tradotte in più lingue; membro del Club di Roma e fondatore del Club di Budapest di cui è il presidente; intellettuale eclettico, la cui sterminata cultura va dalla filosofia della scienza alla matematica, dalla biologia alla musica. Sarà anche l'occasione per presentare la nuova edizione del testo "Il pericolo e l'opportunità". Ervin Laszlo è anche autore del testo "L’uomo e l’universo" Di Renzo Editore



Il 18 Giugno 2008 alle ore 10.30 a Bologna presso la Sala Conferenze del Baraccano del Quartiere Santo Stefano, patrocinatore dell'evento, in via Santo Stefano 119.