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giovedì, ottobre 13, 2011

Scienza e società

La scienza ha un duplice ruolo, creare conoscenza e sviluppare, attraverso la tecnologia, innovazioni utili all’uomo. Non sempre però quello che gli scienziati realizzano riguarda il bene dell’umanità.
L’enorme dispendio di energie e risorse umane per lo sviluppo di armi sempre più sofisticate è l’esempio lampante.

Ma il più delle volte la conoscenza ha portato l’uomo a faticare meno, mangiare meglio a inventare nuovi farmaci, nuovi tipi di vernici e computer sempre più potenti. Spesso per permettere questo, vengono alterati equilibri della natura come il clima e le risorse energetiche che vengono “bruciate” con un ritmo superiore alla possibilità di rimpiazzarle. Un misto di benefici e rischi.

Il 31 ottobre Luciano Caglioti Professore Emerito in Chimica Organica terrà una conferenza da titolo “Scienza e società” - Conoscenza (e controindicazioni)

Lo scienziato italiano è stato Prorettore dell’Università La Sapienza di Roma e direttore del Progetto finalizzato Chimica fine CNR e del PNR chimica. 

Si è occupato anche della traslazione della ricerca tecnologica nelle attività produttive. Ha svolto e svolge incarichi per conto di vari Ministeri dei settori riguardanti chimica fine, alimenti, materie prime, energia, ambiente. Ha pubblicato oltre 130 lavori su riviste internazionali nei settori della chimica delle sostanze naturali dotate di attività biologica ed è titolare di 8 brevetti. 

Tra i suoi libri: La Scienza tradita (Di Renzo Editore)

mercoledì, febbraio 16, 2011

Agenti chimici giocano un ruolo fondamentale

"Agenti chimici legati all'ambiente esterno ed interno -ricorda Luciano Caglioti- giocano un ruolo fondamentale. L'ultima cena di Leonardo da Vinci, ad esempio, ha subito il danneggiamento da anidride carbonica proveniente dalle automobili che passavano davanti al santuario di Santa Maria delle Grazie di Milano. Quindi un processo di restauro deve considerare diversi aspetti che hanno influito sul danneggiamento di un'opera".

Aspetti che richiedono dunque piu' professionalita'. "Ogni bene culturale prima di essere 'toccato' -sostiene- richiede osservazioni di sismologia, esami del materiale da usare per il restauro e la ricostruzione. Una serie di attivita' strettamente legati alla conoscenza tecnologica".

"In Italia -continua- esistono diversi percorsi di laurea, brevi e quinquennali che permettono di agire in modo appropriato e di non commettere errori, magari fatti in passato. All'inizio, ad esempio, l'uso di materiali in plastica han avuto degli effetti negativi e causato gravi danni, deteriorando il bene culturale oggetto del restauro. Tuttavia, ormai grazie alla collaborazione dell'Universita', del Cnr e delle Sovrintendenze sappiamo bene come trattare i beni culturali e, quindi, anche il Colosseo".

giovedì, dicembre 02, 2010

La scienza tradita incontra i giovani, e lo fa in modo saggio.

di Lorenzo Dal Monte



Il 19/11/2010 il Liceo Classico P. Gobetti di Fondi ha ospitato Luciano Caglioti, che ha portato la sua pregevole testimonianza in seguito alla pubblicazione del libro “La Scienza Tradita”. L’autore ha tenuto un incontro illuminante che ha risvegliato nei giovani la curiosità troppe volte smarrita. Caglioti ha sorpreso poiché non ha sottoposto i ragazzi alla solita conferenza caratterizzata dal tradizionale monologo “ammorbante” e dal tono terapeutico. Stavolta la saggezza è stata al servizio del prossimo.

Caglioti ha usato un tono pacato, lento, con molte pause, come di chi ha bisogno di tempo per trovare le parole adatte al pubblico giovane. Per dirla in breve: l’autore avrebbe potuto usare il linguaggio scientifico tipico del suo mondo e da egli utilizzato abitualmente, ma chi avrebbe veramente compreso il senso di quello che stava cercando di comunicare? Le continue pause inoltre, sono servite a dare ai ragazzi il tempo di recepire in pienezza il messaggio dell’illustre mittente. Una strategia che ha permesso ai ragazzi di interloquire serenamente senza la consueta sudditanza psicologica che caratterizza le conferenze monotono.

Infatti dai temi strettamente legati alla biografia si è passati al nucleare fino ad arrivare al tormentato rapporto tra Scienza e Fede. Il linguaggio colloquiale però, non ha impedito all’autore di innalzare lo sguardo al di sopra delle miserie quotidiane. I ragazzi hanno riscoperto la bellezza di mettere a disposizione dell’altro la propria conoscenza e le personali esperienze. Il tutto nel nome della semplicità, dell’umiltà e della saggezza di uno scienziato “tradito”.

lunedì, novembre 22, 2010

La scienza tradita...da chi?

Venerdì 19 novembre si è svolto per il progetto lettura un incontro tra gli studenti del Liceo Gobetti di Fondi e il Professor Caglioti docente di chimica organica presso l'università di Roma. Il professor Caglioti ha presentato il suo libro "La scienza tradita" (Di Renzo Editore) e ha dialogato con gli studenti che gli hanno posto alcune domande sull'attuale stato della ricerca italiana, sulle energie alternative e su quale indirizzo scegliere dopo il liceo per non "rimanere in eterno precariato".

Ho assistito personalmente all'incontro ed è stato uno degli incontri che ha raccolto domande precise, domande che andavano a centrare subito il bersaglio, senza tanti giri di parole. I ragazzi si domandano quale prospettiva hanno una volta usciti dalle scuole superiori, quale può essere una facoltà che li possa mettere in condizioni di trovare subito lavoro. Sono ragazzi con paure inconsce, che non hanno ancora capito o che stanno cominciando a capire che fuori dall'università ci sarà una Jungla ad aspettarli e intelligentemente stanno pensando al futuro con molto anticipo.

Ingegneria energetica può essere una facoltà a cui ci si può iscrivere e sperare di essere assorbiti dal mondo del lavoro senza dover attendere anni e anni di precariato? Ma questi sono ragazzi più che intelligenti, non solo pensano al proprio futuro ma pensano al futuro collettivo, al futuro anche di mio figlio e quindi le domande riguardano anche l'energia nucleare e l'energia da fonti alternative. Si parla del rischio di una esplosione di una eventuale centrale nucleare, alcuni si chiedono cosa succederebbe se le centrali nucleari francesi al confine con l'Italia esplodessero, e quali sarebbero le conseguenze per l'Italia. Il professor Caglioti si sente favorevole al nucleare, e fa un appunto che solamente una mente aperta potrebbe fare. Nel porto di Napoli questi giorni sono attraccate delle portaerei americane e francesi che sono a propulsione nucleare. Perché allora una "centrale nucleare" attraccata al porto si e una centrale per produrre energia no? Perché si pensa solamente a come poi dismettere le scorie ma non si pensa ai benefici che una nazione ne potrebbe ricavare generando per se stessa, e magari per altre nazioni energia elettrica? Il dibattito è vivace, intellettualmente onesto, da una parte dei ragazzi vogliosi di capire e dall'altra una mente aperta a ricevere e a divulgare. Ognuno poi la penserà come vuole, però ascoltarli fa riflettere, i timori da una parte, le certezze scientifiche dall'altra.

Nel viaggio di ritorno, il professore mi stupisce dicendomi che è rimasto particolarmente affascinato da una domanda di una ragazza. Ho subito pensato all'università, all'energia solare, alla ricerca, invece la domanda riguardava la sua famiglia e quanto fosse stato influenzato provenendo da una famiglia di intellettuali come la sua. L'ho visto emozionato e lusingato della domanda tanto è vero che mi ha anche raccontato un aneddoto della sua infanzia, ma questo se permettete sono fatti nostri.

La scianza tradita - Luciano Caglioti - Di Renzo Editore

giovedì, novembre 11, 2010

Frenare la fuga di cervelli, Caglioti ne parla a Fondi

Di Renzo Editore in collaborazione con il Liceo Classico Piero Gobetti di Fondi, organizzano l'incontro tra studenti e il Professor Luciano Caglioti Professore Ordinario di chimica organica presso l'Università Sapienza di Roma.

Il 19 novembre il professor Caglioti sarà ospite del Liceo Gobetti di Fondi per presentare il suo libro "La scienza tradita, Le vicissitudini della ricerca scientifica in Italia" e discutere con gli studenti sulla ricerca in Italia.

L'incontro che fa parte del "Progetto Lettura" portato avanti dall'editore dal 1990, vuole far luce sulle ombre che da ormai troppi anni affligge la ricerca scientifica in Italia con la conseguente fuga dei cervelli in altri paesi comunitari e non che offrono più spazio alla ricerca.

lunedì, settembre 03, 2007

I rettori: Più fondi contro la fuga di cervelli

Fonte: Il Denaro
Più fondi per ricerca e formazione. Per fermare la ‘fuga dei cervelli’ dalla Campania. E’ questa la proposta dei rettori di tre grandi Università campane alla conferenza di ieri sul tema “Giovani talenti e ricerca scientifica: che fare?”. Il convegno si è svolto nell’ambito della quarta giornata della nona festa nazionale dei Popolari-Udeur in programma a Telese Terme.“Si deve affrontare il sistema formativo nel suo complesso - dice Filippo Bencardino, rettore dell’Università del Sannio di Benevento - non solo l’università ma anche la scuola superiore. Oggi c’è uno scollamento tra i due mondi: l’orientamento nei licei è episodico, occasionale e limitato all’ultimo anno. Manca una prospettiva globale sulla formazione: serve l’interazione tra mondo universitario e scuola. Bisogna migliorare i servizi offerti agli studenti, dagli alloggi alle biblioteche. Per fare ciò serve l’investimento di risorse da parte di tutti: lo Stato, le aziende private, le famiglie. Inoltre, - conclude - una volta formati i talenti si deve sviluppare un’economia in grado di assorbirli. Investire sui giovani significa anche evitare la ‘fuga dei cervelli’ nel Nord Italia o all’estero”.L’emigrazione dei laureati campani preoccupa anche Gennaro Ferrara, rettore dell’Università Parthenope di Napoli: “Negli ultimi otto anni 260 mila giovani sono emigrati dalla Campania verso il Nord del Paese o all’estero. E’ un’emorragia che si può fermare solo in due modi: da un lato aumentando lo sviluppo atrraverso la diminuzione del debito pubblico. Dall’altro iinvestendo nel capitale umano, quindi nella formazione. Serve - prosegue - uno sforzo unitario tra le istituzioni, le forze economiche e la ricerca per mettere in moto lo sviluppo della Campania”. Un legame che spesso non segue le logiche del merito e della competenza: “I collegamenti tra le istituzioni e il mondo accademico - dice ancora Ferrara - sono di tipo clientelare: non si utilizzano le competenze all’interno dell’università ma si seguono logiche di appartenenza politica anche per la scelta dei docenti. Se non si interviene su questi fattori la regione si impoverirà sempre più e l’università perderà il triplice ruolo che le compete, economico, sociale e politico”. Il ruolo delle università è fondamentale per Guido Trombetti, rettore dell’Università Federico II di Napoli: “La formazione - spiega - è un elemento centrale nello sviluppo di un paese: questo non può esserci senza ricerca e alta formazione. I giovani preparati sono il presupposto per lo sviluppo: le nostre università invecchiano. In Campania - dice - molto è stato fatto ma la soluzione si deve trovare sul piano nazionale, all’interno di un progetto più vasto”.Il convegno si apre con l’introduzione di Vito Li Causi, capogruppo dei Popolari Udeur e membro della commissione Cultura della Camera dei Deputati. “I migliori cervelli italiani - dichiara - non hanno certezze economiche e professionali. Con la Finanziaria di quest’anno, se si mette in atto quello che prevede il Dpfe, si può consentire che questa situazione finisca. Sono previsti, infatti, finanziamenti e chiamate dirette a tempo indeterminato che può far tornare anche quelli che sono andati via”.Conferma la scarsità di risorse per l’università Enrico Cheli, prorettore all'Intercultura dell’Università Siena: “I finanziamenti di una grande università americana come Harvard - commenta - sono di molto superiori a quelli che ricevono le 70 università italiane. Tutto questo non è sostenibile. Anche quello che prevede il Dpef - conclude - è un primo passo, ma non è abbastanza. Bisogna premiare soprattutto i giovani e la creatività che è nel pieno sviluppo tra i 28 e i 45 anni”. Sulla necessità di maggiori investimenti nella ricerca universitaria, anche per sostenere lo sviluppo dell’innovazione delle imprese, è anche Luciano Caglioti, prorettore dell’Università La Sapienza di Roma. “Dal 1993 - afferma il prorettore - c’è stata una forte deindustrializzazione soprattutto nella chimica ed è cominciata a calare la percentuale italiana di export hi-tech che oggi è all’8 per cento. Tutto questo è la premessa di una situazione quanto mai critica che ha bisogno di forti investimenti economici nella ricerca universitaria, di liberalizzazione delle normative nei tempi e nel rendicontato e di un aumento delle collaborazioni tra piccole imprese ed università attraverso gli spin-off”.

Luciano Caglioti ha pubblicato con Di Renzo Editore il libro La scienza tradita - Le vicissitudini della ricerca scientifica in Italia

lunedì, aprile 16, 2007

SETTECENTO STAGE DESTINATI A LAUREATI

Fonte: Iltempo.it
di PAOLO TOMEI TIROCINI

retribuiti per 700 neolaureati in materie scientifiche da svolgersi presso aziende e strutture di ricerca pubbliche e private del Lazio: è quanto prevede il nuovo bando indetto dall'assessorato all'Istruzione Diritto allo Studio e alla Formazione della Regione Lazio con il supporto della Filas, la Finanziaria laziale di sviluppo. Il bando, «Borse per tirocini formativi scientifici», è stato presentato ieri a Roma e prevede uno stanziamento complessivo di quattro milioni di euro per tirocini formativi della durata di sei mesi. Dei fondi, tre milioni di euro saranno destinati ai futuri professionisti e un milione alle aziende che assumeranno i neolaureati al termine degli stage, con incentivi alle aziende pari a 5.000 euro se il tirocinante verrà assunto a tempo determinato e di 10.000 euro se l'assunzione sarà a tempo indeterminato. L'iniziativa, che nel corso della presentazione ha ricevuto il plauso da parte dei rappresentanti di tutte le università pubbliche del Lazio presenti all'incontro, è stata definita dall'amministratore unico della Filas, Fabrizio Sacerdoti, uno strumento di «osmosi fra università e aziende» nonchè un mezzo per accorciare i tempi di inserimento dei giovani professionisti in ambito scientifico nel mondo del lavoro. D'altro canto, ha detto il prorettore dell'università la Sapienza per la ricerca, lo sviluppo e contatti con il mondo produttivo, Luciano Caglioti, «i tempi sono fondamentali nella competitività di un Paese». Il bando, che sarà pubblicato a breve, segue una prima edizione sperimentale lanciata nell'autunno scorso, rivolta a 250 giovani e limitata ad alcune discipline scientifiche. Ora le classi di lauree scientifiche ammesse al bando sono state portate a circa 90, incluse le lauree specialistiche, e il bando è rivolto anche ai laureati triennali. «Il successo del primo bando - ha spiegato l'assessore regionale all'Istruzione, Silvia Costa - ha dato la misura di quanto sia importante il sostegno da parte delle istituzioni per promuovere le alte professionalità in ambito scientifico». Per essere ammessi è necessario avere uno dei seguenti requisiti: essere residenti nel Lazio, aver conseguito la laurea in una università del Lazio, che il tirocinio si effettui in una struttura con sede nel Lazio.

Luciano Caglioti ha pubblicato La scienza tradita, Di Renzo Editore

mercoledì, marzo 07, 2007

Intervista a Caglioti

La scienza ha prodotto moltissima conoscenza e questa conoscenza non è stata mai applicata e non è stata rispettata dall'opinione pubblica nel suo giusto lavoro, da una parte non abbiamo avuto lo sviluppo italiano che avremmo potuto avere.

Per esempio la radio se pensiamo a Marconi o alla pila se pensiamo a Volta o alla dinamo se pensiamo a Pacinotti, o tante altre cose che abbiamo inventato e passata la parte creativa abbiamo abbandonato.

In più la scienza in Italia non gode di quella reputazione e di quel rispetto che gode in altri paesi.

L'Italia non cura molto la ricerca scientifica, significa che abbiamo pochi mezzi per tenere in Italia le persone più vivaci quelle che hanno voglia di affermarsi.

Quelle che vanno via dall'Italia sono gli scienziati imprenditori, quelli che hanno costruito la fortuna dell'elettronica e delle tecnologie americane, forse se l'industria italiana avesse curato la presenza nei propri laboratori di scienziati noi avremmo avuto meno fughe.

Ho cercato di fare un po’ una storia di quello che è stato lo sviluppo della ricerca in Italia e quindi degli scienziati e anche delle occasioni perdute.

Io faccio il chimico, mi ricordo da bambino si parlava della Montecatini che poi diventò Montedison, aveva avuto un premio nobel attraverso il professor Natta che collaborava con la Montedison, aveva avuto una leadership nel propilene, adesso non è più italiana, ecco queste sono cose che lasciano un po’ l'amaro in bocca.

Per ascoltare l'intervista cliccare qui (formato Mp3)

La scienza tradita - Di Renzo Editore

Sei giorni per la scienza

Con Sei giorni per la scienza - lezioni speciali La Fondazione Umberto Veronesi per il progresso scientifico traduce la sua iniziativa didattica i giorni della scienza, in un’importante momento che ha come obiettivo aprire gli orizzonti a una scienza “vista da vicino”, testimoniata direttamente dalle parole dei protagonisti che ne hanno fatto una professione e una scelta di vita.

Ecco le date che coinvolgono alcuni degli autori che hanno pubblicato con Di Renzo Editore

Cagliari il 20 marzo: “Conosci te stesso, una sfida senza fine” con Edoardo Boncinelli, Università San Raffaele di Milano.

L’Aquila il 19 aprile: “Giochi d’anticipo e previsioni di realtà” con Luciano Caglioti, Università La Sapienza.

L’appuntamento conclusivo si terrà a Milano l’8 maggio: “Giudizio e pregiudizio: il progresso alla prova”: con Edoardo Boncinelli e Margherita Hack.

Edoardo Boncinelli ha pubblicato con Di Renzo Editore: A caccia di geni
Luciano Caglioti ha pubblicato con Di Renzo Editore: La scienza tradita
Margherita Hack ha pubblicato con Di Renzo Editore: Una vita tra le stelle

Altri autori su www.direnzo.it

venerdì, febbraio 23, 2007

Eroi del lavoro pubblico

In un articolo apparso il giorno 21.02.2007 su Panorama.it si parla di ricercatori con contratti a termine, e che lavorano come borsisti anche il sabato e la domenica senza più orari regolari e tra queste migliaia di problematiche alle volte nascono dei veri successi, ma ci sono anche tanti ricercatori che vanno via, fuggono all'estero dove vengono pagati e trattati come scienziati. Sotto uno stralcio dell'articolo.

"A 44 anni, con vent'anni di lavoro come ricercatrice di genetica, studi in Italia al fianco di scienziati come Edoardo Boncinelli, stage negli Usa, lavori scientifici che le hanno meritato anche un prestigioso premio internazionale, Anna Villa considera di dovere alla fortuna la sua recente promozione a dirigente di ricerca. La fortuna consiste «nell'aver trovato una commissione che ha valutato il mio curriculum» e non, per esempio, l'anzianità."

Boncinelli ha pubblicato con Di Renzo Editore : A caccia di geni
Sull'argomento suggeriamo anche il testo di Luciano Caglioti - La scienza tradita - sempre Di Renzo Editore

Fonte: Panorama.it
Per leggere l'intero articolo cliccate qui