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giovedì, settembre 30, 2010

Bergamo Scienza

  • Cellule artificiali: nuova frontiera della biologia o nuova risorsa commerciale?

Nel maggio di quest’anno è stata costruita in laboratorio la prima cellula artificiale, controllata da un Dna sintetico e in grado di dividersi e moltiplicarsi proprio come qualsiasi altra cellula vivente. Il risultato, pubblicato su Science, è stato ottenuto negli Stati Uniti, nell’istituto di Craig Venter. Si comincia a intravedere la realizzazione di uno dei sogni di Venter: costruire batteri salva-ambiente con un Dna programmato per produrre biocarburanti o per pulire acque e terreni contaminati. La sequenza genomica di un batterio è stata selezionata da un database genetico, poi è stato ricostruito chimicamente il genoma, aggiungendovi anche nuove sequenze. Il genoma artificiale è stato poi inserito in un batterio svuotato del suo Dna ottenendo una nuova forma di vita che funziona e si riproduce. La cellula così creata, infatti, prima non esisteva, e il suo genoma è diverso da quello del batterio esistente in natura.

relatori: Craig Venter biologo e imprenditore, U.S.A.; Edoardo Boncinelli presidente Comitato Scientifico BergamoScienza; Gianvito Martino Comitato Scientifico BergamoScienza
 
Sabato 2 Ottobre Video Conferenza in diretta Ore 18:30 Teatro Sociale Via Colleoni Città alta
 
  • Neuroscienze e Psicoanalisi


E’ guardando una specie di lumaca di una trentina di centimetri di lunghezza per tre chili di peso che cinquant’anni fa il neuroscienziato Eric R. Kandel fondò le neuroscienze moderne. Grazie all’Aplysia, questo è il nome della lumaca, Kandel scoprì come l’apprendimento dipende dalla nostra capacità di rinforzare le connessioni tra i neuroni, le cosiddette "sinapsi", e non i neuroni stessi. Questa scoperta, che nel 2000 valse a Kandel il premio Nobel per la medicina e che condivise con Arvid Carlsson dell’Università di Goteborg e con Paul Greengard della Rockefeller University, gettò le basi per quello che oggi chiamiamo plasticità cerebrale, cioè la capacità di modificare incessantemente il nostro cervello in risposta alle esperienze. Psichiatra prima, neuroscienziato poi, Kandel ci parlerà di un argomento che lui stesso ama sintetizzare in una frase «Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e che ricordiamo».

Relatore: Eric R. Kandel Premio Nobel per la Medicina nel 2000, Columbia University, New York, USA
Introduce: Edoardo Boncinelli Comitato Scientifico BergamoScienza

Domenica 3 Ottobre Conferenza ore 17:30 Teatro Sociale Via Colleoni Città alta

  • Mente etica e responsabilità criminale

Le nuove scoperte in ambito neurologico possono aumentare la capacità di comprendere le leggi che regolano la nostra società? Come possiamo applicare queste nuove conoscenze e quale impatto possono avere sul futuro del nostro sistema giuridico? I vantaggi sarebbero sostanziali: da un lato il sistema giuridico potrebbe risultare piú accurato e affidabile, dall’altro potrebbe intervenire in modo più efficace e meno pregiudiziale. Il risultato potrebbe essere una società con meno criminali e carceri meno affollati. Tuttavia, senza un’approfondita conoscenza degli aspetti tutt’ora irrisolti della cosiddetta "neuroetica", il sistema giuridico potrebbe anche peggiorare, generando prove ‘attendibili’ che potrebbero mandare in carcere persone innocenti. L’unico modo per evitare tali rischi è cercare di capire cosa esattamente stia accadendo in ambito scientifico e affrontare i problemi in modo concreto. Ne parliamo con uno dei maggiori neuroscienziati al mondo che per primo si è posto questi problemi, cercando di trovarvi una soluzione.

Relatore: Michael Gazzaniga psicologo e neuroscienziato, Università della California, Santa Barbara, U.S.A.
Introduce: Gianmaria Ajani Facoltà di Giurisprudenza Università di Torino

Sabato 16 Conferenza ore 11:30 Teatro Sociale Via Colleoni Città alta

martedì, aprile 20, 2010

La timidezza dipende dal cervello

Jadzia Jagiellowicz dell'università Stony Brook di New York ha effettuato uno studio su 16 volontari tra timidi ed estroversi. Un test psicologico e una risonanza magnetica per confrontare le diverse reazioni. Osservando delle immagini è risultato che i timidi sono più attenti a cogliere dettagli e differenze a dispetto degli estroversi.

Questo perchè i neuroni collocati nel centro dell'attenzione nei timidi sono più attivi. La ricerca era rivolta a negare la timidezza come fattore caratteriale definendola una qualità presente sim dai primi mesi di vita grazie a una particolare attività neurale.

Crescendo e aumentando le relazioni, la timidezza si trasforma in riflessività e sensibilità verso il mondo ma chiusura nei suoi confronti.
Per approfondire:
L'interprete - Micheal Gazzaniga

martedì, dicembre 29, 2009

Un personaggio al mese - Michael Gazzaniga

Michael Gazzaniga, famoso neuroscienziato e docente di psicologia all'università di Santa Barbara dove dirige il Sage Center con i suoi studi sulla mente è riuscito a scoprire le specifiche funzioni dei due emisferi celebrali: quello destro riservato all’azione e alle facoltà “basse” e quello sinistro riservato alle facoltà “alte”, quali il pensiero. Gazzaniga ha distinto cervello e mente, lasciando il cervello isolato e la mente aperta alle relazioni per sviluppare i pensieri che sono stimolati dall'ambiente esterno. Senza cervello non si riuscirebbe a produrre pensieri ed emozioni che vengono stimolate dall'ambiente esterno e queste fanno nascere la capacità di pensare.



Quindi per Gazzaniga il dolore mentale si sviluppa a livello di cervello e non a livello di mente. Quello che l'uomo prova (angoscia,depressione, fobie) non è il risultato di una malattia celebrale ma mentale che possono essere curate solamente con medicinali che agiscono sulla "biochimica" e che la psicoanalisi possono solamente alleviare "lo stato d'animo". Una posizione estremista che hanno fatto di Gazzaniga il più grande neuroscienziato al mondo.


Laureatosi nel 1961 presso il Dartmouth College , nel 1964 ha conseguito il dottorato di ricerca in psicologia presso il California Institute of Technology, dove ha lavorato sotto la guida di Roger Sperry, principalmente con la responsabilità di avviare la ricerca sullo split brain umano. Nei suoi studi successivi ha fatto importanti progressi nella comprensione della lateralizzazione funzionale del cervello e sulla comunicazione tra i due emisferi cerebrali.

La sua lunga e prestigiosa carriera comprende la pubblicazione di molti libri accessibili al grande pubblico, come Mind Matters, e Nature's Mind. Queste opere, insieme alla sua partecipazione agli speciali televisivi The Brain and The Mind, sono stati lo strumento primario per la divulgazione di informazioni sul cervello. Recentemente ha pubblicato con la MIT Press The Cognitive Neurosciences III, che presenta il lavoro di quasi 200 scienziati in 94 capitoli, e viene considearto come un libro basilare in questo campo.

Gazzaniga è noto anche per la sua attività di insegnante e di mentore. Ha avviato e sviluppato i Centri per la Neuroscienza cognitiva all'Università della California, Davis e al Dartmouth College; ha supervisionato il lavoro e incoraggiato la carriera di molti giovani scienziati; e ha fondato il Neuroscience Institute e il Journal of Cognitive Neuroscience , del quale è co-responsabile emerito. Molto richiesto per le sue qualità di conferenziere vivace e istruttivo, ha partecipato ad importanti eventi presso la Royal Institution of Great Britain, dove ha presentato la sua storica conferenza del venerdì sera inaugurata da Michael Faraday. Gazzaniga è anche consulente di numerose istituzioni impegnate nella ricerca sul cervello ed è membro del President's Council on Bioethics.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Decifrare il codice della mente

Le Scienze, novembre 2007, pag. 121

Decifrare il codice della mente
di M.C.

Nipote di immigrati italiani sbarcati in New England dalla bassa milanese, Michael Gazzaniga è uno dei più importanti neuroscienziati del mondo. Apprezzato divulgatore delle più recenti scoperte su mente e cervello, si racconta oggi in L'interprete, un nuovo volume della collana «I dialoghi» dell'editore romano Di Renzo Editore (pp. 76, euro 10,00). Direttore del Sage Center all'Università della California a Santa Barbara, ha voluto che sulla home page del sito internet dell'Istituto fosse apposta l'iscrizione: «Il fine ultimo del Centro è tanto ambizioso, quanto semplice e confortante: quando si comprende la mente, si comprende la condizione umana». Quasi il corollario di una vita dedicata alla ricerca del codice con cui il cervello modera e media i processi dell'attività mentale, alla ricerca del modo in cui emergono le funzioni superiori del pensiero, la coscienza, l'etica, il senso morale. Una lettura breve ma illuminante, un'introduzione a quello che molti hanno già battezzato «il secolo del cervello».

mercoledì, ottobre 10, 2007

Come il cervello decodifica il mondo


Michael Gazzaniga, L’interprete

Di Renzo Editore

Per indagare un’entità complessa quale è la mente, non si può progredire per compartimenti stagni, ma si deve operare seguendo un punto di vista prospettico quanto più ampio possibile. L’obiettivo finale è una maggiore comprensione dei meccanismi attraverso i quali la mente lavora, così come il modo in cui il cervello modera e media i processi dell’attività mentale, facendo rientrare fra tali processi la coscienza nella sua interezza, la moralità e l’etica.
È questo lo scopo dell’attività scientifica di Michael S. Gazzaniga, il cui motto è contenuto nelle poche righe che descrivono il Sage Center da lui diretto: “Quando si comprende la mente, si comprende la condizione umana”. La mente non è dunque un buco nero, ma una scatola nera, che può e deve essere interpretata e compresa.

Michael S. Gazzaniga è docente di psicologia all’Università di Santa Barbara, dove dirige il Sage Center per gli studi sulla mente. Grande divulgatore sugli argomenti relativi alla mente e al cervello, è stato il primo a creare e sviluppare centri di neuroscienze cognitive. È autore di numerosi libri, tra i quali The Social Brain, Mind Matters e The Brain and the Mind.