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lunedì, novembre 21, 2011

Jane Goodall Grande Ufficiale della Repubblica Italiana

Il 24 novembre a Roma la primatologa inglese divenuta leggenda vivente per i suoi studi sui primati, riceverà da presidente Giorgio Napolitano l'onorificenza al merito di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il 23 novembre a Milano invece si terrà una mostra in onore del suo impegno per la difesa della natura e bio-diversità che dura da  50 anni.

La mostra fotografica ripercorrerà la straordinaria vita e l'impegno di Jane Goodall che nel 1960 si trasferì in Africa per studiare l'affascinante vita degli scimpanzè. L'impegno della Goodall però va ben oltre lo studio di primati, infatti dopo aver rivoluzionato il modo di pensare del modo scientifico, questa straordinaria donna ha cominciato a battersi per la difesa dell'ambiente realizzando il Jane Goodall Institute.

lunedì, agosto 22, 2011

Una lezione morale dai ratti

La vita morale degli animali, una sorta di manifesto in cui l'etologo e biologo Marc Bekoff, cofondatore, con Jane Goodall, di «Ethologists for the ethical treatement of animals» e la filosofa Jessica Pierce invitano a riconsiderare il nostro modo di trattare gli altri animali, dopo aver passato in rassegna i recenti studi che mostrano che l'altruismo, l'empatia, l'avversione per le ingiustizie, la punizione, lo sdegno sono qualcosa di ben più antico dell'uomo. Sono condivisi da molte specie.

La loro tesi è chiara: i dati che si accumulano stanno demolendo la nostra percezione dei confini tra esseri umani e animali, mostrando che almeno alcune specie hanno un ampio repertorio di comportamenti morali (e immorali), e che questi danno forma alle loro vite e alle loro società. Che la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato svolge un ruolo importante nelle loro interazioni sociali proprio come nelle nostre. Certo, quello che è corretto per un lupo non è necessariamente uguale a quello che è corretto per un uomo, e anche all'interno delle singole specie è stato mostrato che le regole di gruppo possono cambiare.

martedì, luglio 05, 2011

La studiosa di scimpanzé Jane Goodall addestra i giovani milionari dell’Asia

La maggiore banca svizzera ha ‘arruolato’ la studiosa Jane Goodall, la massima esperta mondiale di scimpanzé, per dare lezioni di ecologia e filantropia ai figli dei propri clienti di Private banking a Singapore.

La Goodall, 77anni, che studia gli scimpanzé dal 1960 in Tanzania, ha tenuto una conferenza su come essere coscienti e condividere il benessere degli animali e ha parlato di diritti umani e su altri temi a giovani tra i 18 e i 25 anni nell'ambito di un programma di UBS destinato ai futuri eredi di clienti milionari.

lunedì, giugno 06, 2011

Diciamolo, è un brutto ambiente

Woo-a, woo-a, woo-a woo woo-a woo-a, ooo, ooo, ooooh: così la primatologa Jane Goodall ha aperto la sua audizione sul destino delle foreste al Parlamento statunitense. E' il saluto degli scimpanzé con i quali lei vive tra gli alberi di Gombe, in Tanzania; e ha spiegato la scienziata: "Se vogliamo continuare a sentirlo, fermiamo le seghe, le strade e le coltivazioni di olio di palma che stanno distruggendo le nostre foreste in tutto il mondo".


martedì, maggio 24, 2011

Scimpanze',una speranza per l'uomo?

Aveva 26 anni, era il luglio del 1960: Jane Goodall salpo' per la prima volta per l'allora colonia britannica del Tanganica (dal '64 confluita nell'odierna Tanzania, portmanteau di Tanganica e Zanzibar). Il suo obiettivo, quello che diventera' la ragione stessa della sua vita, era lo studio degli scimpanze', dell'ecosistema: capire per cercare di salvare. Accompagnata dalla madre, pensava di fermarsi 3 anni. Il Gombe National Park (fondato nel 1968) sara' la sua casa per quarant'anni, i primi venti praticamente senza interruzioni.

Nell'autobiografia da poco edita dalla Di Renzo Editore, 'Cambiare il mondo in una notte' (da ricordare che sempre nel 2008 la Prometheus Books ha dato alle stampe una biografia di Meg Greene), racconta la sua vita, ma la utilizza come mezzo, non come fine: quando una giovane donna della media borghesia europea, che all'epoca non poteva che apparire naif e sconsiderata, si avventura in una simile impresa, spinta da quella passione e quegli ideali, certo non cerca vanto o gloria. [Leggi tutto]

martedì, febbraio 15, 2011

Jane della giunlga

Il pensiero di Jane Goodall riportato in una lunga e bellissima intervista di Kate Wong della rivista Le Scienze. Riflettiamo su cosa possiamo lasciare ai nostri figli.
Occorre far capire ai giovani di tutto il mondo che ciò che noi facciamo singolarmente ogni giorno fa realmente una differenza. Se ciascuno di noi iniziasse a pensare alle conseguenze delle piccole scelte che operiamo - che cosa mangiamo, che cosa indossiamo, che cosa compriamo, come andiamo da A a B - e agisse di conseguenza, questi milioni di piccoli cambiamenti creerebbero il tipo di cambiamento più grande che dobbiamo operare se teniamo al futuro dei nostri figli.
Il suo ultimo libro in Italia "Cambiare il mondo in una notte" Di Renzo Editore

lunedì, dicembre 27, 2010

Ambasciatrice di pace a difesa dell'ambiente.

Nel 1960 Lei ha lasciato l'Inghilterra perché è stata invitata in Tanzania. Una ragazza giovane, abituata a vivere a Londra, il mondo era diverso pensiamo cosa fosse l'africa. Accetta e anche incoraggiata dalla mamma decide lo stesso di partire.

Mia madre mi ha sempre appoggiato, Louis Leakey mi ha invitata a studiare gli scimpanzé in africa e io ho risposto si, era il mio sogno da bambina. Volevo vivere in africa con tutti gli animali da quando avevo dieci anni, ma le autorità, l'impero coloniale del Tanganica pensò che una ragazza sola in africa, nella foresta non potesse esistere, alla fine dissero: “Se c'è qualcuno che l'accompagna va bene può andare”, allora la mia mamma incredibile si propose volontaria per venire con me.

Da qui anche il titolo del suo libro "Cambiare il mondo in una notte". Una decisione avvenuta tanto tempo fa che le ha cambiato totalmente la vita. Perché da allora lei non si è più separata da questi animali nonostante questa permeanza in africa le sia costata abbastanza perché dopo poco tempo che stavate li, lei e sua madre vi siete ammalate di malaria.

Si abbiamo preso la malaria, mia madre è stata veramente male, ma in quegli anni in africa si stava bene non era così pericolosa. Tutti quanti mi dicevano oddio, ci sono i serpenti, è pericolosa, ma guardate che non era così pericoloso come stare in una città anche quando andavo sulle colline da sola non mi sentivo in pericolo.

L'avvicinare gli scimpanzé però è stata una vera e propria impresa. Perché per avvicinarli Lei ha dovuto iniziare ad osservarli da lontano non permettevano di avvicinarsi.

Purtroppo erano impauriti, non avevano mai visto una scimmia bianca. Ma piano piano hanno cominciato ad abituarsi io ero molto paziente e uno di loro che io chiamai David dalla barba grigia, ha preso coraggio per primo e si è avvicinato e mi ha permesso di muovermi in questo mondo degli scimpanzé.

Ma lei viveva giorno e notte vicino a questi animali?

Si io vivevo in una tenda e andavo nelle montagne, mi portavo una coperta dei viveri e dormivo li. Tornavo in tenda per mangiare con mia madre e poi ritornavo sulle montagne per dormire vicino agli scimpanzé mentre mia madre rimaneva a dormire in tenda con i leopardi, serpenti altri animali che si aggiravano nella foresta.

Lei poi è riuscita a fare questo passo avanti nei confronti degli scimpanzé o forse è più giusto dire che gli scimpanzé hanno fatto passo verso lei. Improvvisamente l'hanno accettata e lei ha chiamato questo scimpanzé David e tutto questo è avvenuto quando Lei gli ha offerto qualche cosa.

E' stato un giorno magico, lo stavo seguendo e pensavo di averlo perso. Invece ad un tratto lo trovo li seduto che stava aspettando. Ho preso un cocco e l'ho offerto come dono, lui ha girato la testa, io ho avvicinato la mano e lui ha gettato il frutto a terra e mi ha stretto la mano delicatamente. Ho capito che non voleva il cocco ma mi ha dato la sua amicizia.

Quanto possono essere simili a noi a livello emozionale?

Gli scienziati dell’epoca dicevano che gli animali non potevano avere emozioni, io sapevo che sbagliavano. Oggi è stato accettato che hanno sentimenti ed emozioni come le nostre.

Che cosa ne pensa dell'utilizzo dei primati come showman nelle pubblicità o nei film?

Sono molto infastidita di questo uso, nei circhi o nelle pubblicità o nei film, perché li staccano dalle loro madri e gli fanno dei training e non sono più degli scimpanzé, non possono più ritornare ad essere degli scimpanzé. Non possono più vivere in un gruppo e dovranno restare soli per il resto della loro vita.

Ha mai assistito a gesti di altruismo verso soggetti deboli da parte degli scimpanzé?

Si comportano come noi, in molte maniere, per esempio quando un cucciolo perde la sua mamma, ed è depresso un adulto lo adotta.

Il suo lavoro non si ferma, ha sempre girato il mondo per spiegare a tutti il valore di questa specie. Qual è il messaggio che possiamo mandare a tutti?

Dobbiamo aiutare gli animali e i deboli divulgando la conoscenza. Con il Jane Goodall Institute facciamo proprio questo e molti giovani si riuniscono a pensare quali sono i problemi, quali sono i problemi degli animali, dell'ambiente e poi agiscono insieme.

Nel suo libro c'è una leggenda africana che dice che un giorno tutti gli uccelli si sono riuniti per decidere chi sarebbe stato il capo e chi volava più in alto avrebbe vinto. L'aquila fiera si alza in volo e arriva più in alto di tutti. Uno scricciolo che si era nascosto tra le piume dell'aquila, quando questa si ferma fiera sul punto più alto esce fuori con un balzo e vola più in alto dell'aquila vincendo.

Jane dice che lei è quello scricciolo ed è volato così in alto grazie all'aquila che sono tutte le persone che hanno creduto in lei.

Cambiare il mondo in una notte - Di Renzo Editore

martedì, dicembre 21, 2010

Gli Scimpanzé

Uno dei vantaggi di lavorare allo zoo di Londra fu l’opportunità di lavorare con le scimmie. Sono sempre stato affascinato dalle scimmie perché sono così vicine a noi, e volevo vedere esattamente come ci assomigliavano e come differivano dagli esseri umani. Quando iniziai i miei studi sugli scimpanzé, lo zoo faceva ancora cosa del tipo “il tè degli scimpanzé” in cui scimpanzé erano vestiti e prendevano il tè e la gente rideva. Certe cose si vedono ancora oggi nelle pubblicità, in cui ci sono a volte scimpanzé vestiti come gli umani. Per me era un insulto tremendo. Lo scimpanzé forse non ha avuto lo stesso successo degli esseri umani ma sono riusciti a sopravvivere fino al XXI secolo e a dispetto delle minacce di estinzione, si è comportato molto meglio di altri nostri parenti più prossimi come tutti i rivali dell’homo sapiens che sono stati eliminati da nostri antenati. Siamo i soli sopravvissuti alla nostra genia, Perciò gli scimpanzé sono ammirevoli perché sono riusciti a sopravvivere e volevo scoprire di più sul loro comportamento. Fui fortunato perché fu l’occasione per unire due dei miei principali interessi, la pittura e gli scimpanzé.

Tratto da "Linguaggio Muto" di Desmond Morris - Di Renzo Editore

lunedì, dicembre 06, 2010

Jane Goodall e la perdita della biodiversità.

Ho iniziato il mio lavoro in Africa 50 anni fa, studiando gli scimpanzé del Gombe National Park in Tanzania. Allora l’habitat degli scimpanzé si estendeva ben oltre i confini del parco. Ma dai primi anni ’90 gli alberi al di fuori del parco erano quasi completamente scomparsi. Quando ho sorvolato l’intera area con un piccolo aereo, era evidente che ci fossero più persone che vivono nei villaggi intorno al parco che terra che potesse sostenerli. Il risultato non è solo la crescita della popolazione tipica, ma anche un afflusso di rifugiati dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Burundi. Queste persone povere stavano lottando per sopravvivere e hanno abbattuto l’ultima delle loro foreste con sforzi disperati per le coltivazioni per sfamare le loro famiglie o per guadagnarsi da vivere attraverso la produzione di carbone. Il terreno era stato eccessivamente sfruttato dall’allevamento, il suolo stava perdendo la sua fertilità, e l’erosione divenne diffusa. Possiamo proteggere gli scimpanzé se aiutiamo la gente?
Per questo 16 anni fa il Jane Goodall Institute ha avviato il TACARE, un programma di conservazione basato sulla comunità. Esso mirava alla riduzione della povertà, e con un’organizzazione della società, sfruttamento sostenibile delle risorse, programmi di micro-credito soprattutto per le donne, strutture sanitarie migliori e programmi di educazione ambientale, almeno in quell’area del mondo il problema non è stato risolto del tutto, ma è diventato meno grave.

venerdì, novembre 26, 2010

Jane Goodall a Torino

Abbiamo il cervello più grande, usiamolo. Si esprime con queste parole la famosa etologa inglese che inaugurerà la mostra del fotografo torinese Alessandro Bee dal titolo "In Africa". L'esposizione fotografica è stata realizzata per far riflettere sulla bellezza e la fragilità del nostro pianeta e sull'importanza della sua salvaguardia come patrimonio inestimabile per le generazioni future.

"Troviamo una soluzione per salvare i primati dall'estinzione".

Proprio sugli scimpanzé Jane Goodall terrà sabato 27 alle ore 10, sempre al Museo Regionale di Scienze una conferenza per ricordare i suoi 50 anni di studi. L’incontro avviene in collaborazione con i GiovedìScienza. La mostra resterà aperta sino al 0 gennaio. Orario: 10-19 tutti i giorni.

Cambiare il mondo in una notte - Jane Goodall - Di Renzo Editore

martedì, luglio 27, 2010

Possiamo cambiare

Abbiamo ancora tempo, ma presto giungeremo ad un bivio e dovremmo sapere scegliere cosa fare. Se riusciremo ad avere una massa critica di giovani che si rendano conto che la vita non è fatta solo di ricchezze materiali, allora credo che saremo ancora in tempo per cambiare direzione e salvare il pianeta.

E questo significherà anche salvare i nostri spiriti, perché credo che sia il peso dell’avidità di ricchezze materiali che ci fa prendere decisioni così sbagliate per il nostro futuro, che prendiamo pensando non al futuro dei nostri figli ma solo al nostro immediato benessere.

Ciò che ci differenzia dagli scimpanzé e dalle altre creature viventi è il nostro linguaggio sofisticato con il quale possiamo raccontare ai nostri figli il nostro remoto passato, ma anche i nostri piani per il futuro, discutere i problemi tra noi e risolverli grazie alla saggezza di tutto il gruppo. Lo possiamo fare parlando, guardando video, scrivendo.

Ma noi stiamo abusando di questo nostro grande potere, di essere dei saggi amministratori, e stiamo distruggendo il mondo. E in un certo senso questo è ancora più stupido, perché ormai abbiamo grande accesso all’informazione. Facciamo nascere e crescere i nostri figli in luoghi in cui l’acqua li avvelena, l’aria si fa ammalare, il cibo è contaminato, e questo non accade solo in zone remore del mondo. Accade anche a noi.
 
Tratto da "Cambiare il mondo in una notte" - Jane Goodall - Di Renzo Editore

lunedì, luglio 26, 2010

Cinquant'anni con gli scimpanzè

Cima Jane
“Se chiudo gli occhi, i primi giorni tornano così vividi. Riesco a ricordare così bene il senso di irrealtà che provavo mentre salivo a nord del lago Tanganika verso Gombe, oltrepassando le valli piene di foreste. Avrei trovato gli scimpanzé, mi chiedevo.”

Così inizia un articolo pubblicato domenica 25 luglio su La Repubblica. Jane Goodall autrice del libro “Cambiare il mondo in una notte”, ha 76 anni e il suo nome ricorda anche quello di un istituto con oltre venti sedi sparse per il mondo.

Nel 1950 l’antropologo Louis Leakey la mandò in Tanzania e l’allora giovane Jane non era ancora laureata. La sua scoperta rivoluzionò il modo di pensare all’uomo come essere supremo. La Goodall scoprì osservando per mesi gli scimpanzé che questi erano carnivori e erbivori come gli uomini e che costruivano utensili proprio come l’uomo.

L’esclamazione di Leakey passò alla storia: “Adesso dobbiamo ridefinire la nozione di utensile e la nozione di uomo, oppure dobbiamo accettare gli scimpanzé come umani”.

Ad ottobre uscirà un nuovo libro che ripercorrerà i 50 anni di Gombe. Ricorda che quando arrivò in Tanzania lavoravano e mangiavano accampati, mentre adesso ogni edificio è dotato di pannelli solari, che le mappe venivano disegnate grazie alle foto aeree mentre adesso usano il GPS, ma quando sale sul colle adesso a lei dedicato, riesce a sentire ancora le stesse emozioni dei primi giorni.

giovedì, settembre 10, 2009

SIV Vs HIV

Ricercatori del Lincoln Park Zoo e dell'Università dell'Illinois con il sostegno e la collaborazione del Jane Goodall Institute, stanno monitorando la salute degli scimpanzé compresa l'analisi dopo la morte per capire le cause del decesso. Questo perché gli scimpanzé possono contrarre una forma del virus HIV molto simile a quello umano. Il SIV, così è stato chiamato il virus (simian immunodeficiency retrovirus) è specifico di alcune scimmie africane, che però sono portatrici sane mentre altre specie come i macachi, se vengono infettate dal virus sviluppano una malattia molto simile all'AIDS.


Gli scimpanzé sono molto simili geneticamente all'essere umano e che la possibilità di incontrare una malattia molto simile all'AIDS è molto credibile. Durante gli studi è stato preso come "campione" il Gombe National Park fondato dalla primatologa Jane Goodall.
Purtoppo si è riscontrato che la mortalità degli animali che hanno contratto il virus SIV è di 10-16 volte più elevata dai scimpanzé sani e che le femmine infette siano meno prolifiche e la loro sopravvivenza inferiore. Altro dato che accomuna l'HIV e il SIV è la netta diminuzione delle cellule CD4+ responsabili di organizzare la risposta immunitaria. Divenendo oggetto dell'attacco da parte del virus che può infettare tutte quelle cellule che hanno il recettore CD4 in superficie provocando l'immunodeficienza tipica dell'AIDS.
La prossima azione sarà quella di capire se il problema è specifico della zona di Gombe o se il rischio di diffusione in altre regioni è possibile. Se questo fosse vero, ci sarebbero forti conseguenze sulla conservazione della specie degli scimpanzé.


Per approfondire: Cambiare il mondo in una notte - Di Renzo Editore