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mercoledì, luglio 20, 2011

Is There Anybody Out There?

Non è solamente il titolo di una canzone dei Pink Floyd, ma anche la domanda che si pone uno dei più grandi fisici mondiali.

Paul Davies critica le ricerche extraterrestri del SETI cercando . Afferma che in oltre cinquant’anni di ricerca non è stato trovato nulla perché è stato cercato male. Ci si ostina a cercare gli omini verdi, i dischi volanti con gli oblò, esseri viventi simili all'uomo e studiare i cerchi di grano.

Davies afferma invece che se esiste vita fuori dalla nostra galassia potrebbe non essere di origine biologica.

"Se l’umanità non sarà ancora stata spazzata via, l’intelligenza biologica sarà vista come uno stadio intermedio nella strada verso l’intelligenza ‘reale’: quell’intelligenza potente, adattabile e immortale che è caratteristica delle macchine”.
Per approfondire:

Paul Davies - Un solo universo o infiniti universi? - Di Renzo Editore

giovedì, febbraio 18, 2010

Vita Extraterrestre

L’uomo si è sempre chiesto se esistono altri esseri viventi fuori dalla terra, già nel 1600 Giordano Bruno diceva “le stelle sono come il sole e come il sole sono circondate da pianeti, su questi pianeti esistono esseri intelligenti”. Ora noi sappiamo che in realtà esistono molti pianeti che orbitano intorno ad altre stelle, ne conosciamo più di trecento la maggioranza di questi sono pianeti molto grandi simili a Giove non adatti ad ospitare la vita, perché pianeti piccoli come la terra è difficili scoprirli.

Da un punto di vista probabilistico è assurdo pensare che la vita sia sbocciata solo sulla terra e oggi sappiamo che nell’universo ci sono miliardi di stelle e di pianeti e sicuro che su uno di questi si sia sviluppata la vita.

Non sappiamo se siano forme di vita come la nostra o diverse dalla nostra. Probabilmente gli esseri viventi saranno come noi basati su acqua e sulla chimica del carbonio, perché il carbonio e quello che permette la formazione delle molecole più sviluppate. Quindi è possibile che forme di vita esistano e che non siano troppo diverse da noi.

Molti fantasticano che gli extraterrestri arrivino ancora oggi sulla terra o che in passato siano venuti e che abbiano lasciato delle costruzioni straordinarie come le piramidi e la sfinge. Sono solo fantasie perché per rendersi conto della difficoltà di viaggiare da un sistema solare ad un altro, basti pensare a quelle che sono le distanze.

Per esempio il pianeta più simile alla terra che è stato scoperto si trova a venti anni luce da noi e viaggiare alla velocità della luce è impossibile. Dalla relatività di Einstein e da conferme sperimentali sulle particelle elementari, sappiamo che alla velocità della luce la massa di un corpo tende a diventare infinitamente grande e venti anni luce significa stelle relativamente molto vicino a noi, perché la nostra galassia, il continente stellare di cui fa parte il sole ha un diametro di centomila anni luce, cioè la luce impiega centomila anni per andare da un estremo all’altro, quindi dieci, venti anni luce è paragonabile ad un piccolo villaggio locale.

Quindi tutto al più potremmo sperare in futuro di muoverci dentro al sistema solare. Già oggi le sonde hanno viaggiato dentro il sistema solare arrivando a Saturno, ad Urano al pianeta Nettuno. C’è una sonda la Pioneer che sta viaggiando fuori dal sistema solare, ma forse l’uomo riuscirà in questo secolo ad avere delle sonde con astronauti a bordo che andranno ad esplorare di persona il sistema solare e forse in tempi più brevi, magari tra dieci venti anni, astronauti sbarcheranno su marte.

venerdì, marzo 27, 2009

Alla scoperta del cielo

Considerata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana, Margherita Hack torna all'università di Ferrara per una lezione dal titolo “Scoperta dei Pianeti Extrasolari e Probabilità di Vita nell'Universo”.
La scoperta di numerosi pianeti extrasolari, rende molto probabile la presenza di vita nell'universo, e per dare animo all'argomento si tratterà anche il tasto della ricerca e del progetto SETI, la ricerca di Intelligenza Extraterrestre.
L'incontro si terrà questa sera alle 21.00 presso l'Aula Magna del dipartimento di Scienze Storiche.
Per approfondire:

lunedì, febbraio 16, 2009

Chi abita lo spazio?

La domanda è sempre la stessa da molti anni. Siamo soli nell'universo? Ci sono forme extraterrestri? Alan Boss (astrofisico americano, studioso nella formazione di sistemi stellari e planetaria e lo studio di pianeti di extrasolari) è convinto che nella nostra galassia ci siano miliardi di pianeti e le sue teorie le ha recentemente illustrate a Chicago durante l'incontro che si svolge ogni anno per l'associazione americana di scienze.


I telescopi che sono in orbita, hanno per ora rilevato l'esistena di oltre trecento pianeti al di fuori del nostro sistema solare, ma di questi, pochissimi sarebbero capaci di sostenere forme vitali, infatti la maggior parte sono di forma gassosa come il nostro Giove. Uno di questi pianeti che non potranno mai ospitare una vita è quello che gli scienziati hanno chiamato HD80606b e secondo gli scienziati dell'osservatorio astronomico Lick, la temperatura media su questo pianeta dovrebbe essere abitualmente di circa 526 gradi.

«E' un pianeta assai curioso, dove le temperature oscillano tra un "caldo d'inferno" e un calore che si può definire "super-infernale"», ha detto l'astronomo Alan Boss. «Questo posto fa sembrare Venere quasi un bel posticino dove vivere - e scusate se è poco».
Per approfondire:

venerdì, gennaio 23, 2009

Siamo soli?

Questa sera, (23 gennaio 2009) su Sky Vivo sarà ospite di Maurizio Costanzo, Margherita Hack che approfondirà l'argomento "assurdo pensare che la Terra sia unica". La domanda parte dal fatto che ormai si conoscono molti pianeti e che probabilmente ogni stella abbia il suo sistema planetario. Quindi non si può pensare che la terra sia unica e sicuramente si può pensare che ci siano altre forme di vita, altre civiltà magari anche più evolute della nostra.
Da molto tempo si sono sviluppate diverse teorie per sostenere tutte e due le ipotesi. Un metodo ormai studiato e applicato è la cosiddetta equazione di Drake. L'equazione di Drake è il risultato di un ragionamento speculativo sulla possibile esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri.


Eppure nel 2000 Ian Crawford, uno dei maggiori astronomi inglesi, scrisse su Scientific American "La nostra sembra essere la forma di vita più avanzata nella galassia" quindi costatando che nell'universo siamo soli. Secondo Crawford, se c’è vita al di fuori della Terra si tratta di molluschi, amebe e microbi, e il contatto con un’intelligenza aliena sarebbe destinato a restare fantascienza.

Mentre l’astronomo di corte britannico Martin Rees continua a sperare: "Abbiamo esplorato solo una parte della galassia, c’è tempo per trovare altre intelligenze, per non parlare del fatto che potrebbero esistere intelligenze anche superiori alla nostra che non hanno alcuna intenzione di comunicare con noi".


Per approfondire: