giovedì, dicembre 30, 2010

Medaglia Planck a Giorgio Parisi

La medaglia Planck 2011, il più prestigioso premio per la fisica dopo il Nobel, è stata assegnata a Giorgio Parisi Giorgio Parisi, docente di Reti neurali presso il dipartimento di Fisica della Sapienza.

Lo scienziato italiano ha ottenuto il prestigioso riconoscimento per le sue ricerche nei campi della fisica teorica, delle particelle elementari, della teoria dei campi quantici e della fisica statistica. Il premio è promosso dalla Deutsche Physikalische Gesellschaft (Società tedesca di fisica). 

Considerato uno dei migliori scienziati italiani viventi, è l'unico del suo indirizzo ad essere membro della National Academy of Science degli Stati Uniti d'America. È stato ricercatore presso l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati dal 1971 al 1981. Ha lavorato presso la Columbia University (1973-1974), l'Institut des Hautes Études Scientifiques (1976-1977) e all’École normale supérieure de Paris (1977-1978).

Prima di lui, a vincere la medaglia Max Planck, erano stati gli italiani Enrico Fermi nel 1954 , Bruno Zumino nel 1989. Il premio sarà consegnato durante l'annuale conferenza a Dresda che si terrà dal 13 al 18 marzo. Giorgio Parisi ha pubblicato con Di Renzo Editore il libro: La chiave, la luce e l'ubriaco - Come si muove una ricerca scientifica.

Il suo testo contiene una serie di acute osservazioni sugli sviluppi della fisica e di vari settori ad essa collegati, a partire dal secolo scorso fino a includere l'oggi e le prospettive future.

lunedì, dicembre 27, 2010

Ambasciatrice di pace a difesa dell'ambiente.

Nel 1960 Lei ha lasciato l'Inghilterra perché è stata invitata in Tanzania. Una ragazza giovane, abituata a vivere a Londra, il mondo era diverso pensiamo cosa fosse l'africa. Accetta e anche incoraggiata dalla mamma decide lo stesso di partire.

Mia madre mi ha sempre appoggiato, Louis Leakey mi ha invitata a studiare gli scimpanzé in africa e io ho risposto si, era il mio sogno da bambina. Volevo vivere in africa con tutti gli animali da quando avevo dieci anni, ma le autorità, l'impero coloniale del Tanganica pensò che una ragazza sola in africa, nella foresta non potesse esistere, alla fine dissero: “Se c'è qualcuno che l'accompagna va bene può andare”, allora la mia mamma incredibile si propose volontaria per venire con me.

Da qui anche il titolo del suo libro "Cambiare il mondo in una notte". Una decisione avvenuta tanto tempo fa che le ha cambiato totalmente la vita. Perché da allora lei non si è più separata da questi animali nonostante questa permeanza in africa le sia costata abbastanza perché dopo poco tempo che stavate li, lei e sua madre vi siete ammalate di malaria.

Si abbiamo preso la malaria, mia madre è stata veramente male, ma in quegli anni in africa si stava bene non era così pericolosa. Tutti quanti mi dicevano oddio, ci sono i serpenti, è pericolosa, ma guardate che non era così pericoloso come stare in una città anche quando andavo sulle colline da sola non mi sentivo in pericolo.

L'avvicinare gli scimpanzé però è stata una vera e propria impresa. Perché per avvicinarli Lei ha dovuto iniziare ad osservarli da lontano non permettevano di avvicinarsi.

Purtroppo erano impauriti, non avevano mai visto una scimmia bianca. Ma piano piano hanno cominciato ad abituarsi io ero molto paziente e uno di loro che io chiamai David dalla barba grigia, ha preso coraggio per primo e si è avvicinato e mi ha permesso di muovermi in questo mondo degli scimpanzé.

Ma lei viveva giorno e notte vicino a questi animali?

Si io vivevo in una tenda e andavo nelle montagne, mi portavo una coperta dei viveri e dormivo li. Tornavo in tenda per mangiare con mia madre e poi ritornavo sulle montagne per dormire vicino agli scimpanzé mentre mia madre rimaneva a dormire in tenda con i leopardi, serpenti altri animali che si aggiravano nella foresta.

Lei poi è riuscita a fare questo passo avanti nei confronti degli scimpanzé o forse è più giusto dire che gli scimpanzé hanno fatto passo verso lei. Improvvisamente l'hanno accettata e lei ha chiamato questo scimpanzé David e tutto questo è avvenuto quando Lei gli ha offerto qualche cosa.

E' stato un giorno magico, lo stavo seguendo e pensavo di averlo perso. Invece ad un tratto lo trovo li seduto che stava aspettando. Ho preso un cocco e l'ho offerto come dono, lui ha girato la testa, io ho avvicinato la mano e lui ha gettato il frutto a terra e mi ha stretto la mano delicatamente. Ho capito che non voleva il cocco ma mi ha dato la sua amicizia.

Quanto possono essere simili a noi a livello emozionale?

Gli scienziati dell’epoca dicevano che gli animali non potevano avere emozioni, io sapevo che sbagliavano. Oggi è stato accettato che hanno sentimenti ed emozioni come le nostre.

Che cosa ne pensa dell'utilizzo dei primati come showman nelle pubblicità o nei film?

Sono molto infastidita di questo uso, nei circhi o nelle pubblicità o nei film, perché li staccano dalle loro madri e gli fanno dei training e non sono più degli scimpanzé, non possono più ritornare ad essere degli scimpanzé. Non possono più vivere in un gruppo e dovranno restare soli per il resto della loro vita.

Ha mai assistito a gesti di altruismo verso soggetti deboli da parte degli scimpanzé?

Si comportano come noi, in molte maniere, per esempio quando un cucciolo perde la sua mamma, ed è depresso un adulto lo adotta.

Il suo lavoro non si ferma, ha sempre girato il mondo per spiegare a tutti il valore di questa specie. Qual è il messaggio che possiamo mandare a tutti?

Dobbiamo aiutare gli animali e i deboli divulgando la conoscenza. Con il Jane Goodall Institute facciamo proprio questo e molti giovani si riuniscono a pensare quali sono i problemi, quali sono i problemi degli animali, dell'ambiente e poi agiscono insieme.

Nel suo libro c'è una leggenda africana che dice che un giorno tutti gli uccelli si sono riuniti per decidere chi sarebbe stato il capo e chi volava più in alto avrebbe vinto. L'aquila fiera si alza in volo e arriva più in alto di tutti. Uno scricciolo che si era nascosto tra le piume dell'aquila, quando questa si ferma fiera sul punto più alto esce fuori con un balzo e vola più in alto dell'aquila vincendo.

Jane dice che lei è quello scricciolo ed è volato così in alto grazie all'aquila che sono tutte le persone che hanno creduto in lei.

Cambiare il mondo in una notte - Di Renzo Editore

Che cos’è il tempo? Che cos’è lo spazio?

di PierLuigi Albini

Carlo Rovelli è un nome noto nell’ambito dei fisici, ma anche degli appassionati di scienze, per essere il più illustre rappresentante nonché l’autore, insieme a Lee Smolin, dell’unica alternativa credibile alla nota teoria delle stringhe. Si tratta dell’ipotesi della gravità quantistica nella sua versione cosiddetta a loop, che da anni cerca di riconciliare la relatività generale con la meccanica quantistica. Dall’incompatibilità di quelle due diverse visioni del mondo, osserva Rovelli, discende che “non sappiamo più bene cosa siano lo spazio, il tempo e la materia”.

È proprio dalla scoperta, negli anni dell’Università, dell’esistenza di queste contraddizioni nelle concezioni della realtà che nasce la sua decisione di occuparsi del problema. In questo agile testo, l’autore ricostruisce il suo percorso di ricerca e presenta nello stesso tempo al lettore, in modo chiaro, gli elementi di conoscenza dello stato della fisica fondamentale e del perché la frammentaria spiegazione di cosa è in ultima analisi il mondo non regge più. La gravità a loop dà una spiegazione granulare dell’Universo, in cui lo spazio è formato da anelli chiusi le cui relazioni costituiscono ciò che appunto noi chiamiamo spazio. Per quanto riguarda il tempo, fondamentalmente ne nega l’esistenza, quando dal livello macroscopico si passa al molto piccolo: il mondo, nell’ultrapiccolo non “cambia con il tempo, ma in qualche altro modo”.

La teoria della gravità quantistica a loop, piuttosto precisa dal punto di vista matematico e in grado di fornire predizioni, non è stata ancora verificata sperimentalmente (come del resto quella rivale delle stringhe); la sua validazione offrirebbe spiegazioni a campi diversi della fisica e aprirebbe alla mente umana una nuova concezione dell’Universo. Peraltro, il concetto di struttura a loop si sta facendo strada anche in altri campi, come quelli dell’analisi della complessità e dell’autorganizzazione iniziale della vita.

Come accade troppo spesso in Italia, il giovane Rovelli, dopo aver ottenuto una borsa di studio annuale dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), non ebbe più alcuna possibilità di impiego né all’Università né altrove. Per fortuna, una telefonata transoceanica lo chiamò all’Università di Pittsburgh, dove lavorava un qualificato gruppo di ricerca impegnato sulla relatività generale. Ma a Pittsbugh, Rovelli scoprì anche la possibilità di discutere in modo interdisciplinare, nell’importante Centro di studi di filosofia della scienza, i problemi dello spazio e del tempo. In seguito, fu chiamato all’Universitè du Méditérranée di Marsiglia, dove tuttora lavora.

La sua storia professionale è uno dei tanti esempi di “fuga dei cervelli”, che non consiste solo nella perdita di punte di eccellenza, come nel caso di Rovelli e altri, ma nell’emigrazione di migliaia di giovani promesse scientifiche normali, che rappresentano la base di qualsiasi possibilità di sviluppo scientifico. Non sono solo le punte di eccellenza, infatti, a fornire una radiografia dello stato di salute scientifica di un paese. Come osserva l’autore, l’Italia rischia di scivolare nella marginalità, per il continuo impoverimento culturale scientifico. Povero Paese, prima massacrato dall’idealismo crociano e dal vetero-umanesimo e poi da un modello di sviluppo e da una prevalente mentalità dei gruppi dirigenti dalla vista corta e dalla mentalità ottusa. Infine, un plauso all’editore Di Renzo, che è da ammirare per la tenacia e l’amore con cui pubblica da anni testi di divulgazione scientifica di alto livello e di ottima leggibilità.

giovedì, dicembre 23, 2010

Marconi, la vita di un genio tra scienza, tecnologia e mercato.. e un modello da indicare ai giovani

Tre domande a Francesco Paresce.

Sono passati più di cento anni da quando mio nonno, allora appena ventisettenne, realizzò un’incredibile impresa tecnologica, e un notevole colpo pubblicitario, inviando e ricevendo, per la prima volta, un messaggio attraverso l’oceano, senza fili. Era allora l’azionista di maggioranza e il direttore scientifico di una società ben collocata e finanziariamente solida, la Marconi Wireless Telegraph Co., con un impianto industriale in Inghilterra, a Chelmsford. Era anche il proprietario di due importantissimi brevetti, in Inghilterra, relativi a un sistema di comunicazione senza fili, il che equivaleva a essere il padrone, di fatto, di un monopolio sulle comunicazioni senza fili in tutto l’impero britannico. Era inoltre oggetto di attenzione e stima da parte dell’opinione pubblica mondiale. Non male, per un giovane bolognese senza titoli di studio, con limitata conoscenza della fisica delle onde elettromagnetiche, che aveva impiegato una tecnologia che agli scienziati sarebbe sembrata artigianale e rudimentale, prestata, per lo più, da altri che lavoravano nel settore.

Allora, come arrivò Marconi a quell’incredibile, stupefacente successo? Quali furono gli elementi cruciali nello sviluppo di questa invenzione, realizzata in pochi anni, e quale il contesto dal quale si sviluppò? Che cosa spinse Marconi a sfidare il mondo rispetto a quello che sembrava un sogno impossibile? Fu, Marconi, uno di quei geni apparsi al posto giusto e al momento giusto con una ferrea ma donchisciottesca visione? Era forse nato con poteri soprannaturali, il mago delle onde o il mago dell’etere, come divenne noto nella sua nativa Italia? E,domanda ancora più importante: vi è una lezione che dovremmo trarre dal suo esempio che potrebbe essere utile per imprese tecnologiche equivalenti, nel nostro XXI secolo?

In realta’, recenti indagini mostrano come la sua storia personale, sebbene certamente particolare sotto molti aspetti, seguì una strada abbastanza prevedibile, laddove i suoi successi e insuccessi possono essere facilmente attribuiti a cause specifiche imputabili alla sua istruzione e al processo fondamentale dello sfruttamento commerciale dell’invenzione stessa. Importante,inoltre, e’ stato il ruolo assai complesso che Marconi giocò in quella regione di transizione tra la scienza, la tecnologia e il mercato, regione in cui anche oggi stesso si trovano e si dibattono moltissimi imprenditori bolognesi. Ci sono alcuni elementi significativi che caratterizzarono i suoi primi esperimenti a Pontecchio. Il primo è che egli riuscì a sviluppare senza interruzioni ai comuni obblighi scolastici e sociali degli altri ragazzi, come lezioni, esami, riunioni, e così via una destrezza manuale e notevoli capacità di sperimentazione e pratica di laboratorio che furono cruciali per i futuri esperimenti.

Questo comprende certamente una buona dose di tenace perseveranza anche di fronte alle avversità e, sopratutto una solida resistenza alle frustrazioni. Un altro elemento fondamentale, già ben chiaro nella sua mente sin dal suo primo approccio all’argomento, era il concetto della necessità di proteggere adeguatamente le proprie idee mediante i brevetti. Egli avvertì fortemente la necessità di sfruttare commercialmente in maniera efficace “ogni tipo di invenzione e scoperta” su cui aveva lavorato dall’età di quindici anni. Questo illustra quanto Guglielmo fosse stato influenzato dalla mentalità di suo padre bolognese, un uomo pratico, con i piedi per terra, caratteristica che gli tornerà utile più tardi, quando dovrà affrontare il duro compito di trasformare la sua invenzione in una impresa commerciale di successo. Questa trasformazione l’affronto’ in Inghilterra dove si reco’ ben presto dopo i primi esperimenti a Pontecchio dovendo convincere un ambiente inglese ben piu’ agguerrito di possedere l’asso nella manica in una situazione difficile, se non addirittura impossibile.

Io credo, semplicemente, perché era l’uomo giusto al posto giusto e al momento giusto. Era l’uomo giusto perché possedeva la combinazione ideale di caratteristiche personali per l’impresa: tenacia, coraggio, capacità tecnica, carisma e predisposizione alle relazioni pubbliche. Aveva quella comprensione sufficiente delle basi scientifiche necessarie per convincere gli scettici di non essere un inesperto, ma non così approfondita da venire intimidito dalla anticipazione dei molti ostacoli da superare. Era dotato di un approccio pratico, teso all’obiettivo della commercializzazione della propria invenzione, obiettivo portato avanti con incrollabile determinazione. In ultimo, in ordine di elencazione, ma non di importanza, possedeva una gran bella dose di coraggio. Nessun altro riunì in una sola persona una così speciale combinazione di caratteristiche.

E’ istruttivo riflettere su un altro episodio importante della sua vita e cioe’ quando gli divenne sempre più chiaro che costruire stazioni trasmittenti sempre più grandi e potenti non avrebbe prodotto quei miglioramenti fondamentali che egli si sarebbe aspettato. Iniziava dunque a diminuire il ritorno dei suoi investimenti, contemporaneamente a una specie di saturazione della capacità di aumentare la distanza di trasmissione, qualunque fosse la potenza che egli applicasse ai trasmettitori. Ora, questa certezza veniva lentamente ma definitivamente messa in crisi, sebbene allora sembrasse plausibile aspettarsi che onde lunghe, sempre più lunghe, si sarebbero incurvate più facilmente intorno a ostacoli, in un certo modo, anche se poco chiaro. Marconi era dunque arrivato a un’altra fase critica della sua vita quando, di fronte a un problema apparentemente insolubile, avrebbe dovuto trovare una soluzione rapida e praticabile, o affrontare il crollo del suo sogno di far arrivare le onde radio intorno al globo con il suo sistema di comunicazione senza fili efficiente ed economico, capace di fare concorrenza al cavo.

Ma come avrebbe potuto ottenere ciò, con un sistema che riusciva, per il momento, soltanto a coprire in modo stabile e sicuro la piccola distanza di poche migliaia di miglia, e solo di notte?

Un indizio utile e cruciale per una possibile soluzione gli veniva dal fatto che i radioamatori che operavano in bande di lunghezza d’onda più corte, sotto i 100 metri, ottenevano maggiori risultati di quanto non ci si sarebbe aspettato sulla base delle allora limitate conoscenze in merito alla propagazione delle onde radio.

Stranamente, Marconi non agì sulla base di questi indizi fino al 1923, ma quando lo fece agì nel suo stile caratteristico: rischiando il tutto per tutto abbandonando di colpo e senza rammarichi le onde lunghe e tutti gli apparati ivi connessi e affidando tutto il futuro suo e della sua compagnia alle onde corte. Sebbene afflitto da problemi di salute e gravi questioni personali, Marconi continuò tenacemente i suoi esperimenti fino alla morte. In questi anni, non vi furono grandi scoperte scientifiche o tecnologiche, tranne la sua scoperta casuale in merito all’effetto che gli oggetti metallici, nel fascio dell’antenna trasmettitrice, avevano sul ricevitore. In questo contesto, egli riuscì con successo a guidare in porto la sua nave da ricerca con un faro radio. Purtroppo, però, altri impegni e le sue cattive condizioni di salute, non gli permisero di dedicarsi ulteriormente a questi progetti. Il regime fascista, al potere in Italia, lo adottò come simbolo e come il più illustre dei suoi esponenti. Nacque così il culto della personalità che circondò Marconi in Italia, negli ultimi dieci anni della sua vita, un culto che, per molti versi, nel bene e nel male, vive ancora oggi. Non è chiaro quanto egli apprezzasse l’attenzione e l’adulazione di cui era oggetto, perché manteneva sempre un giudizio molto oggettivo su di sé. Per esempio, disse un giorno a mia madre: “Li senti parlare di genio, Degna? Non esiste il genio. Esiste, se vuoi chiamarlo così, il dono di saper portare avanti un impegno costante. E questo è tutto, io l’ho provato”. L’abbraccio fascista e romano rappresento’ pero’ per lui il problema piu’ significativo in questo periodo con la mancanza progressiva e definitiva del supporto tecnico e finanziario della sua compagnia in Inghilterra visto che le relazioni tra i due paesi si avviavano sempre piu’ a condizioni di estrema ostilita’. Questa frustrazione dovette pesare molto negativamente e sensibilmente sulle sue condizioni fisiche e psicologiche.

Quali insegnamenti trarre dal “caso Marconi”? Vi è un modo per assicurare che vi siano altri Marconi in questo secolo? E, se sì, come?

Ecco alcune mie considerazioni fondamentali. È ovvio che un’istruzione e metodi di insegnamento rigidi,antiquati e fossilizzati, sono incompatibili con lo sviluppo di personalità paragonabili alla sua. Al contrario, ben lungi dall’essere repressi, i giovani con un talento analogo a quello di Marconi dovrebbero essere incoraggiati, aiutati a sviluppare flessibilità e individualismo, sorretti soprattutto nell’apprendimento delle materie scientifiche. E ovviamente, benché sembri una banalità, occorrono degli ottimi insegnanti di scienze che, sappiano comunicare entusiasmo e il piacere della sfida. È senza dubbio fondamentale il sostegno, intellettuale e materiale, delle famiglie verso i loro ragazzi. È inoltre cruciale il ruolo della divulgazione scientifica, perché riviste, libri e materiale specifico e divulgativo esercitano un’enorme influenza sulla formazione dei giovani, favorendo lo sviluppo di scienziati e ingegneri già in giovane età. Per questo motivo, è necessario promuoverne la produzione e la diffusione. È anche molto importante che le figure professionali o accademiche più anziane, guardino con grande attenzione alle idee e alle aspirazioni dei giovani, nei loro settori, per quanto strane possano apparire in prima istanza alcune di queste idee. Inoltre, gli scienziati devono ascoltare gli ingegneri e viceversa. Questo sembra ovvio, ma accade molto raramente. In ultimo, il talento e l’uso appropriato delle pubbliche relazioni da parte di uomini di scienza, non dovrebbero mai essere considerati come prove di superficialità o ciarlataneria, ma come necessari ed efficaci strumenti per il progresso della tecnologia.

martedì, dicembre 21, 2010

I dieci libri più venduti Online

Siamo arrivati quasi alla fine di un altro anno di duro lavoro. Fiere, presentazioni, congressi e progetto lettura. I libri vendono sempre più venduti e acquistati online. Ma quali sono i dieci libri più venduti sul nostro sito http://www.direnzo.it/ ?

Insomma, qual è la Top Ten? Possiamo cominciare a delineare una classifica temporanea che sicuramente, salvo qualche colpo di coda, dovrebbe essere anche quella definitiva.


  1. Il caso Majorana
  2. La sindrome degli antenati
  3. Enrico Fermi e i secchi della sora Cesarina
  4. Uscire dal lutto
  5. Il piacere di vivere
  6. Che cos'è il tempo? Che cos'è lo spazio?
  7. Lo psicodramma
  8. Cambiare il mondo in una notte
  9. La seduzione delle bugie
  10. Principi di una teoria unitaria del mondo fisico e biologico

Olah e il metanolo

I pregi del metanolo arrivano a suggerire dei metodi per risolvere il problema del riscaldamento globale. L'eccessivo uso dei combustibili fossili ha portato ad un aumento dei livelli di anidride carbonica e acqua, la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è il principale responsabile, quindi l'intera umanità della sua gestione.

Il controverso accordo di Kyoto punta solo a limitarne le emissioni, per esempio con l’introduzione di quote-carbonio da scambiare. Altre proposte prevedono invece di raccogliere e sequestrare la CO2 in cavità sotterranee o nei fondali marini. Queste sono però soluzioni costose e temporanee; basti pensare al disastro che seguirebbe al rilascio di grandi quantità di CO2 in seguito ad un sisma. Non sono emerse nemmeno nuove tecnologie per lo smaltimento, e comunque nessuna risolverebbe il problema del fabbisogno futuro di idrocarburi.

George A. Olah - La ricerca di una vita - Verso un futuro sostenibile - Di Renzo Editore

Gli Scimpanzé

Uno dei vantaggi di lavorare allo zoo di Londra fu l’opportunità di lavorare con le scimmie. Sono sempre stato affascinato dalle scimmie perché sono così vicine a noi, e volevo vedere esattamente come ci assomigliavano e come differivano dagli esseri umani. Quando iniziai i miei studi sugli scimpanzé, lo zoo faceva ancora cosa del tipo “il tè degli scimpanzé” in cui scimpanzé erano vestiti e prendevano il tè e la gente rideva. Certe cose si vedono ancora oggi nelle pubblicità, in cui ci sono a volte scimpanzé vestiti come gli umani. Per me era un insulto tremendo. Lo scimpanzé forse non ha avuto lo stesso successo degli esseri umani ma sono riusciti a sopravvivere fino al XXI secolo e a dispetto delle minacce di estinzione, si è comportato molto meglio di altri nostri parenti più prossimi come tutti i rivali dell’homo sapiens che sono stati eliminati da nostri antenati. Siamo i soli sopravvissuti alla nostra genia, Perciò gli scimpanzé sono ammirevoli perché sono riusciti a sopravvivere e volevo scoprire di più sul loro comportamento. Fui fortunato perché fu l’occasione per unire due dei miei principali interessi, la pittura e gli scimpanzé.

Tratto da "Linguaggio Muto" di Desmond Morris - Di Renzo Editore

giovedì, dicembre 16, 2010

Salvaguardiamo il pianeta

La salvaguardia del pianeta, l’impegno in favore dell’ambiente, la difesa delle biodiversità: sono questi i grandi temi dell’attualità, i problemi che l’umanità deve imparare a affrontare e risolvere. Di Renzo Editore ripropone alcuni dei titoli del suo catalogo che testimoniano il suo impegno nella diffusione di questi argomenti, a partire da Cambiare il mondo in una notte, il libro di Jane Goodall, l'unico disponibile in Italia, che racconta la sua esperienza in favore dell’ambiente e degli animali. La primatologa, etologa e naturalista britannica, che dopo i famosi studi pionieristici sugli scimpanzè, ha dedicato al sua vita alla difesa degli animali e del nostro pianeta, ci trasmette il suo messaggio di speranza e ci incoraggia a fare di più.

Francisco Ayala, Irenäus Eibl-Eibelsfeldt e Desmond Morris ci illustrano invece la teoria dell’evoluzione e i percorsi scientifici che hanno portato alla cosiddetta “etologia umana” che sottopone l’uomo alla spietata lente della scienza, al pari di qualsiasi altro animale. In Le ragioni dell’evoluzione, il genetista spagnolo chiarisce i malintesi sorti intorno alla teoria dell’evoluzione, sottolineando la ricchezza e la varietà della vita sul nostro pianeta. Eibl-Eibelsfeldt, allievo di Konrad Lorenz, racconta il percorso che va Dall’animale all’uomo e ci invita alla conoscenza di noi stessi e del mondo che ci circonda, che egli osserva con uno sguardo curioso e appassionato.

Desmond Morris, personaggio atipico - zoologo, etnologo e sociologo – osserva l’uomo nel suo ambiente, proprio come si fa con gli animali nella natura.

Infine Margherita Hack condivide con il lettore le gioie e i dolori che ha vissuto con il suo “zoo sotto le stelle”, i suoi amici a quattro zampe, in una serie di immagini familiari legate alla sua terra e alla sua carriera.

martedì, dicembre 14, 2010

Frascati Scienza. L’origine: un viaggio tra scienza e arte

Nell’ambito della mostra “L’Origine: un viaggio tra scienza e arte” presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati fino al 6 gennaio 2011 il Comune di Frascati, Frascati Scienza, INFN, CERN , Nairucu-Arts e il Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza promuovono una serie di conferenze e spettacoli a sfondo scientifico.

I temi, come cita il titolo, sondano i misteri sull’origine del mondo, la natura della materia e le leggi che la regolano, il linguaggio e i cambiamenti provocati dalla specie umana. Il 15 dicembre dalle 10.30 Franco Foresta Martin , per 30 anni giornalista scientifico del Corriere della Sera, ripercorre i punti principali del dibattito sui cambiamenti climatici partendo dall’origine : la Convenzione sul clima firmata a Rio de Janeiro nel 1992 e delinea i possibili sviluppi delle trattative sul clima nel mondo. Mentre Fabio Di Vincenzo del dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza di Roma indaga, ripercorrendo la teoria evoluzionistica di Darwin, le origini del linguaggio dal punto di vista fisico- biologico.

Nel pomeriggio, Fosca Acquaro del Grand Théâtre di Ginevra dimostrerà con esempi canori il potere della voce e la funzionalità del suono , Marilena Streit-Bianchi parlerà dell’aspetto magico dell’arte Makonde e lo scultore e pittore Angelo Falciano spiegherà le tecniche utilizzate dagli artisti della mostra. Il 5 e il 6 gennaio alle 17,00 si potrà assistere al Balletto “L’Origine“ con coreografia di Alina Bianchi Castagnari . Seguirà Lorella Morlotti con poesie tratte da “L’Origine” di Beatrice Bressan e il Concerto : “L’Origine e l’amore” con il soprano Fosca Aquaro e la pianista Maria Di Pasquale .

lunedì, dicembre 13, 2010

Origini ed evoluzioni dell'universo

La simmetria è ovunque presente nelle leggi della fisica perché è ovunque presente nei fenomeni che la fisica vuole spiegare. Partendo dal mondo microscopico delle particelle elementari per arrivare agli estremi - nello spazio e nel tempo - del nostro Universo, il filo sottile, ma indistruttibile della simmetria consente di congiungere gli estremi. Non senza alcune (apparenti o reali?) clamorose violazioni.

La conferenza di Margherita Hack spiega come le leggi fisiche sperimentate in laboratorio permettano di ricostruire la storia dell’universo dal Big bang ad oggi, di capire come da una minima asimmetria fra materia e antimateria si sono potute originare le stelle, e queste costruire gli elementi necessari per formare i pianeti e su di essi gli esseri viventi.

Venerdì
17 dicembre 2010 - ore 21
Teatro Storchi - Largo Garibaldi 15 - Modena
http://www.comune.modena.it/biblioteche/autoridipassaggio/hack.htm

Per approfondire:
  • Margherita Hack - Una vita tra le stelle - Di Renzo Editore
  • Margherita Hack - Il mio zoo sotto le stelle - Di Renzo Editore

giovedì, dicembre 09, 2010

Tutti leggono Camilleri

Chi non conosce Montalbano? Sicuramente almeno avrete visto le puntate su Rai Uno della famosa serie tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano il 25 novembre è stato impegnato in un dibattito con Luciano Pietronero dal titolo L'onere della prova e ci siamo chiesti: Tutti leggono Camilleri, ma Camilleri cosa legge?

Ci ha fatto veramente piacere vederlo sfogliare e commentare con molto interesse il libro di Luciano Pietronero "Complessità e altre storie". Ogni storia personale è un miscuglio di elementi ben identificabili e di fatti accidentali, un po’ come avviene nella dinamica caotica. Non è dunque semplice separare gli elementi essenziali da quelli marginali.

Fiera del libro di Roma...the end!! Per quest'anno

Uffa!! Si è conclusa ieri la fiera del libro di Roma. Una faticaccia veramente. Alzatacce la mattina per organizzare la giornata, passare in ufficio o chiamare il collega in ufficio per reintegrare i titoli esauriti, stare tutto il giorno in piedi ma che bello vedere tantissima gente fermarsi e chiedere informazioni sui testi, dare consigli per il regalo di natale, suggerire un titolo e "raccontare" in breve il libro che il cliente ha preso in mano incuriosito dalla copertina.

Quest'anno il libro più venduto in fiera è stato La seduzione delle bugie di Paul Ekman, psicologo a cui si sono ispirati per la serie TV Lie to Me in onda in questi giorni su Rete4. Al secondo posto si è classificato La sindrome degli antenati della psicologa francese Schützenberger e sul podio è arrivato anche l'ultimo nato in casa Di Renzo Editore Quattro piaceri al giorno, come minimo! di Evelyne Bissone Jeufroy.

Diciamo che quest'anno la psicologia batte la scienza. Infatti togliendo Il caso Majorana, arrivato al quarto posto, subito troviamo Uscire dal lutto e alternato da L'arte della fisica troviamo Una malattia chiamata "genitori".

La passione per i libri continua sul nostro sito. Fino alle 8:30 di domani 10 dicembre, abbiamo messo sessanta titoli scontati del 50%

Affrettatevi e venite a trovarci online.

Guardo le stelle pensando a nonno Marconi

«La cosa più importante che mi ha lasciato mio nonno è il pensiero». Per Francesco Paresce, astrofisico di fama mondiale, il nonno Guglielmo Marconi è come una stella lontana e sconosciuta che riesce però a guidare anche il più avventuroso dei viandanti. Non si sono mai conosciuti, Marconi è morto tre anni prima della nascita del nipote.

Ma la passione per la scienza ha fatto incontrare l’inventore della radio e l’«uomo delle stelle». Paresce è infatti uno studioso molto noto nel campo dell’astronomia: ha lavorato per diverse missioni spaziali della NASA, ha ricoperto incarichi prestigiosi anche per l’Agenzia Spaziale Europea e oggi collabora con L’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna. Nato a Londra, ha trascorso parte dell’adolescenza negli Stati Uniti per poi frequentare l’università in Italia: «Per ironia della sorte, la facoltà di Fisica della Sapienza di Roma dove ho studiato è intitolata a mio nonno». Ma anche Bologna occupa una parte speciale della sua vita: «Da ragazzino ci venivo ogni estate. Ho frequentato spesso Villa Griffone (sede del museo e del mausoleo marconiano ndr) ma cosa più importante da cinque anni vivo a Osteria Grande, a pochi chilometri da Bologna».

martedì, dicembre 07, 2010

Socio dell'Accademia dei Lincei dimenticato dalla Tuscia

Il famoso matematico Italiano Luigi Fantappiè nato a Viterbo nel 1901 e noto in tutto il mondo per il suo assiduo studio sulle sintropie, sembra non venga giustamente riconosciuto e ricordato dall'Università della sua città Natale.

Fantappiè si laureò nel 1922 alla Scuola Normale Superiore di Pisa, in matematica pura e nel 1934 si trasferì a San Paolo del Brasile dove fondò l'Istituto di Matematica della locale università. Nel 1940 tornò in Italia e divenne docente dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica. La teoria dei funzionali e alcuni suoi studi riemergono nella teoria della relatività di Einstein.

L'università del capoluogo Laziale, non riconoscendo in alcun modo il suo illustre concittadino offenderebbe sicuramente uno dei matematici più conosciuti al mondo.

Per approfondire: 
Di Renzo Editore

Chomsky preoccupato per Assange

Noam Chomsky apprezzato linguista statunitense si è unito ad un gruppo di esponenti del mondo culturale australiano, inviando una lettera aperta al governo Americano. I firmatari si dicono molto preoccupati per la sicurezza di Julian Assange il fondatore di Wikileaks.

Noam Chomsky è uno dei principali protagonisti dell’evoluzione culturale di questo secolo. Linguista, filosofo, logico, politologo, è stato uno dei padri fondatori dell’Intelligenza Artificiale ed è uno dei massimi esponenti della moderna Scienza Cognitiva, lo studio della conoscenza (ovvero della sua acquisizione, della sua elaborazione e della sua utilizzazione) condotto in modo unitario negli esseri umani, negli animali e nelle macchine, secondo un approccio di tipo transdisciplinare.

In Italia nel 2002 ha pubblicato il libro "Linguaggio e politica e Riflessioni sul mondo dopo l'11 settembre" edito dalla Di Renzo Editore.

lunedì, dicembre 06, 2010

Jane Goodall e la perdita della biodiversità.

Ho iniziato il mio lavoro in Africa 50 anni fa, studiando gli scimpanzé del Gombe National Park in Tanzania. Allora l’habitat degli scimpanzé si estendeva ben oltre i confini del parco. Ma dai primi anni ’90 gli alberi al di fuori del parco erano quasi completamente scomparsi. Quando ho sorvolato l’intera area con un piccolo aereo, era evidente che ci fossero più persone che vivono nei villaggi intorno al parco che terra che potesse sostenerli. Il risultato non è solo la crescita della popolazione tipica, ma anche un afflusso di rifugiati dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Burundi. Queste persone povere stavano lottando per sopravvivere e hanno abbattuto l’ultima delle loro foreste con sforzi disperati per le coltivazioni per sfamare le loro famiglie o per guadagnarsi da vivere attraverso la produzione di carbone. Il terreno era stato eccessivamente sfruttato dall’allevamento, il suolo stava perdendo la sua fertilità, e l’erosione divenne diffusa. Possiamo proteggere gli scimpanzé se aiutiamo la gente?
Per questo 16 anni fa il Jane Goodall Institute ha avviato il TACARE, un programma di conservazione basato sulla comunità. Esso mirava alla riduzione della povertà, e con un’organizzazione della società, sfruttamento sostenibile delle risorse, programmi di micro-credito soprattutto per le donne, strutture sanitarie migliori e programmi di educazione ambientale, almeno in quell’area del mondo il problema non è stato risolto del tutto, ma è diventato meno grave.

giovedì, dicembre 02, 2010

Regali di Natale al 50%

Per il primo anno Di Renzo Editore, propone per le feste natalizie uno sconto straordinario del 50% su una parte del suo catalogo. Libri che non sono presenti sugli scaffali delle librerie, sessanta titoli straordinari da regalare senza spendere una follia.

L'offerta sarà valida per un solo giorno a partire dalle 8:30 del 9 dicembre alle 8:30 del 10 dicembre. Sfruttando l'occasione delle spese di spedizione gratuite per gli ordini superiori ai 35€ i regali di natale quest'anno costano veramente poco.

La scienza tradita incontra i giovani, e lo fa in modo saggio.

di Lorenzo Dal Monte



Il 19/11/2010 il Liceo Classico P. Gobetti di Fondi ha ospitato Luciano Caglioti, che ha portato la sua pregevole testimonianza in seguito alla pubblicazione del libro “La Scienza Tradita”. L’autore ha tenuto un incontro illuminante che ha risvegliato nei giovani la curiosità troppe volte smarrita. Caglioti ha sorpreso poiché non ha sottoposto i ragazzi alla solita conferenza caratterizzata dal tradizionale monologo “ammorbante” e dal tono terapeutico. Stavolta la saggezza è stata al servizio del prossimo.

Caglioti ha usato un tono pacato, lento, con molte pause, come di chi ha bisogno di tempo per trovare le parole adatte al pubblico giovane. Per dirla in breve: l’autore avrebbe potuto usare il linguaggio scientifico tipico del suo mondo e da egli utilizzato abitualmente, ma chi avrebbe veramente compreso il senso di quello che stava cercando di comunicare? Le continue pause inoltre, sono servite a dare ai ragazzi il tempo di recepire in pienezza il messaggio dell’illustre mittente. Una strategia che ha permesso ai ragazzi di interloquire serenamente senza la consueta sudditanza psicologica che caratterizza le conferenze monotono.

Infatti dai temi strettamente legati alla biografia si è passati al nucleare fino ad arrivare al tormentato rapporto tra Scienza e Fede. Il linguaggio colloquiale però, non ha impedito all’autore di innalzare lo sguardo al di sopra delle miserie quotidiane. I ragazzi hanno riscoperto la bellezza di mettere a disposizione dell’altro la propria conoscenza e le personali esperienze. Il tutto nel nome della semplicità, dell’umiltà e della saggezza di uno scienziato “tradito”.