martedì, novembre 30, 2010

Cercateci!!!

Ebbene ci siamo. Anche quest'anno saremo presenti alla fiera del libro di Roma Più Libri, Più Liberi dal 4 all'8 dicembre. La soddisfazione di presentare la settima ristampa del Best Sellers francese "La sindrome degli antenati" e il nuovo libro di Evelyne Bissone Jeufroy "Quattro piaceri al giorno, come minimo!".

Vi aspettiamo allo stand E14

venerdì, novembre 26, 2010

Space Shuttle...tutti a bordo

Dopo il grande successo dello Space Show al Parco Sempione di Milano lo scorso maggio, si riuniscono nuovamente un astronauta, meteorologi e ufficiali dell'aeronautica per il Space Shuttle Tour. I ragazzi di cinque scuole milanesi saranno investiti da lezioni interattive per conoscere i segreti del cielo e dello spazio.

A dominare la scena Umberto Guidoni, primo astronauta europeo a raggiungere la stazione internazionale a bordo della navicella Endeavor, Andrea e Mario Giuliacci meteorologi presso il Centro Epson Meteo, il giornalista scientifico Luigi Bignami, un ufficiale dell’Aeronautica Militare e un docente del dipartimento di Ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano.

Jane Goodall a Torino

Abbiamo il cervello più grande, usiamolo. Si esprime con queste parole la famosa etologa inglese che inaugurerà la mostra del fotografo torinese Alessandro Bee dal titolo "In Africa". L'esposizione fotografica è stata realizzata per far riflettere sulla bellezza e la fragilità del nostro pianeta e sull'importanza della sua salvaguardia come patrimonio inestimabile per le generazioni future.

"Troviamo una soluzione per salvare i primati dall'estinzione".

Proprio sugli scimpanzé Jane Goodall terrà sabato 27 alle ore 10, sempre al Museo Regionale di Scienze una conferenza per ricordare i suoi 50 anni di studi. L’incontro avviene in collaborazione con i GiovedìScienza. La mostra resterà aperta sino al 0 gennaio. Orario: 10-19 tutti i giorni.

Cambiare il mondo in una notte - Jane Goodall - Di Renzo Editore

Un’assurdità ritenere Majorana un nazista

Frugando in rete ho trovato questo meraviglioso articolo dedicato alla scomparsa di Majorana. Il giornalista Rino Di Stefano ha intervistato Erasmo Recami riconosciuto in tutto il mondo come biografo di Ettore Majorana.

“Pensare che Ettore Majorana possa essere stato un nazista, e che addirittura si fosse rifugiato in Germania dopo la sua sparizione nel marzo del ’38 per collaborare con Hitler, è semplicemente un’assurdità. A parte il fatto che non esiste alcuna prova attendibile a riguardo, dire una cosa del genere significa non sapere nulla della dimensione umana e spirituale di questo nostro grande e misterioso fisico. Significa ignorare la sua sensibilità, i suoi dubbi, il suo innato senso dell’umorismo. No, Ettore Majorana non era un nazista”.

Per il professor Erasmo Recami, docente di Fisica e Struttura della Materia presso l’Università Statale di Bergamo, conosciuto in tutto il mondo come biografo di Ettore Majorana, non ci sono possibilità di dubbio: l’ipotesi di un Majorana nazista non sarebbe altro che una delle tante leggende metropolitane che da decenni circolano sul grande scienziato. Del resto il suo libro “Il caso Majorana”, pubblicato per la prima volta nel 1986 con Mondadori e ormai giunto alla sesta edizione con Di Renzo Editore, è considerato da tutti gli studiosi l’opera più completa e più documentata sul fisico siciliano scomparso nel nulla la fredda mattina di venerdì 25 marzo 1938, all’età di 31 anni, nel porto di Napoli.

lunedì, novembre 22, 2010

La scienza tradita...da chi?

Venerdì 19 novembre si è svolto per il progetto lettura un incontro tra gli studenti del Liceo Gobetti di Fondi e il Professor Caglioti docente di chimica organica presso l'università di Roma. Il professor Caglioti ha presentato il suo libro "La scienza tradita" (Di Renzo Editore) e ha dialogato con gli studenti che gli hanno posto alcune domande sull'attuale stato della ricerca italiana, sulle energie alternative e su quale indirizzo scegliere dopo il liceo per non "rimanere in eterno precariato".

Ho assistito personalmente all'incontro ed è stato uno degli incontri che ha raccolto domande precise, domande che andavano a centrare subito il bersaglio, senza tanti giri di parole. I ragazzi si domandano quale prospettiva hanno una volta usciti dalle scuole superiori, quale può essere una facoltà che li possa mettere in condizioni di trovare subito lavoro. Sono ragazzi con paure inconsce, che non hanno ancora capito o che stanno cominciando a capire che fuori dall'università ci sarà una Jungla ad aspettarli e intelligentemente stanno pensando al futuro con molto anticipo.

Ingegneria energetica può essere una facoltà a cui ci si può iscrivere e sperare di essere assorbiti dal mondo del lavoro senza dover attendere anni e anni di precariato? Ma questi sono ragazzi più che intelligenti, non solo pensano al proprio futuro ma pensano al futuro collettivo, al futuro anche di mio figlio e quindi le domande riguardano anche l'energia nucleare e l'energia da fonti alternative. Si parla del rischio di una esplosione di una eventuale centrale nucleare, alcuni si chiedono cosa succederebbe se le centrali nucleari francesi al confine con l'Italia esplodessero, e quali sarebbero le conseguenze per l'Italia. Il professor Caglioti si sente favorevole al nucleare, e fa un appunto che solamente una mente aperta potrebbe fare. Nel porto di Napoli questi giorni sono attraccate delle portaerei americane e francesi che sono a propulsione nucleare. Perché allora una "centrale nucleare" attraccata al porto si e una centrale per produrre energia no? Perché si pensa solamente a come poi dismettere le scorie ma non si pensa ai benefici che una nazione ne potrebbe ricavare generando per se stessa, e magari per altre nazioni energia elettrica? Il dibattito è vivace, intellettualmente onesto, da una parte dei ragazzi vogliosi di capire e dall'altra una mente aperta a ricevere e a divulgare. Ognuno poi la penserà come vuole, però ascoltarli fa riflettere, i timori da una parte, le certezze scientifiche dall'altra.

Nel viaggio di ritorno, il professore mi stupisce dicendomi che è rimasto particolarmente affascinato da una domanda di una ragazza. Ho subito pensato all'università, all'energia solare, alla ricerca, invece la domanda riguardava la sua famiglia e quanto fosse stato influenzato provenendo da una famiglia di intellettuali come la sua. L'ho visto emozionato e lusingato della domanda tanto è vero che mi ha anche raccontato un aneddoto della sua infanzia, ma questo se permettete sono fatti nostri.

La scianza tradita - Luciano Caglioti - Di Renzo Editore

“L’onere della prova”

La ricerca del particolare è il punto di contatto tra l’indagine per la soluzione di un caso e l’esperimento scientifico; nello stesso tempo il particolare è la base di appoggio da cui muovere razionalmente e sperimentalmente per giungere alla definizione del sistema generale. Sia sul piano degli accadimenti umani, sia in quello fisico. La comparazione delle sequenze e per loro tramite la tentazione della legificazione del reale come via obbligata allo svelamento del vero, sono il terreno di confronto tra chi fa dell’indagine la propria missione, ben sapendo, però, che ogni affermazione postula, appunto, “l’onere della prova”.

Su questo affascinante dialogo si baserà il confronto tra Andrea Camilleri scrittore noto per i romanzi sulla vita e le indagini del commissario Montalbano e il fisico Luciano Pietronero autore del libro “Complessità e altre storie” (Di Renzo Editore). Organizzato dal CNR l'incontro si terrà il 25 novembre presso la Biblioteca “Guglielmo Marconi” del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Piazzale Aldo Moro 7, Roma.

A moderare l'incontro sarà il fisico on.le Giovanni Bachelet.

giovedì, novembre 18, 2010

David Gross a Trieste

Secondo lei la scienza è ancora popolare nel pubblico o sta in qualche modo prevalendo la diffidenza?

In passato c'erano dei paesi in cui molti giovani volevano diventare scienziati, in parte perché non vi erano molte altre opportunità. Oggi è interessante sentire persone per esempio dall’ex Unione Sovietica, Cina o India lamentarsi del fatto che non ci sono più tanti giovani interessati alla scienza, perché preferiscono rivolgersi ad altri campi come la finanza o l’economia, per esempio. Questo accade perché i giovani hanno molte opportunità in più.

Sono le parole del premio Nobel per la fisica nel 2004 David Gross in occasione del 45 anniversario della fondazione del Centro Internazionale di Fisica Teorica ICTP di Trieste. Leggi tutta l'intervista


Il progresso della scienza è molto più complicato e incerto di quanto sia descritto nei libri, soprattutto per la fisica teorica, perché la storia è scritta dai vincitori che spesso ignorano i molti sentieri alternativi che i ricercatori hanno percorso, le molte tesi errate che hanno seguito e le idee sbagliate che hanno coltivato, più ardui da comprendere e più facili da dimenticare. Leggendo la storia, raramente si può avere un’idea corretta della vera natura dei progressi scientifici: David J. Gross ci racconta tutto questo nell’incredibile parabola che lo ha portato alla scoperta della libertà asintotica nella cromodinamica quantistica.

giovedì, novembre 11, 2010

Frenare la fuga di cervelli, Caglioti ne parla a Fondi

Di Renzo Editore in collaborazione con il Liceo Classico Piero Gobetti di Fondi, organizzano l'incontro tra studenti e il Professor Luciano Caglioti Professore Ordinario di chimica organica presso l'Università Sapienza di Roma.

Il 19 novembre il professor Caglioti sarà ospite del Liceo Gobetti di Fondi per presentare il suo libro "La scienza tradita, Le vicissitudini della ricerca scientifica in Italia" e discutere con gli studenti sulla ricerca in Italia.

L'incontro che fa parte del "Progetto Lettura" portato avanti dall'editore dal 1990, vuole far luce sulle ombre che da ormai troppi anni affligge la ricerca scientifica in Italia con la conseguente fuga dei cervelli in altri paesi comunitari e non che offrono più spazio alla ricerca.

martedì, novembre 09, 2010

La ricerca di una vita

Da oggi trovate in libreria "La ricerca di una vita", verso un futuro sostenibile di George A. Olah - Premio Nobel per la chimica nel 1994.

Gli idrocarburi e i loro prodotti sono essenziali per la crescita dell’economia globale, ma le risorse di combustibili fossili sono in esaurimento ed è dunque necessario cercare fonti di energia alternative. La conversione dell’anidride carbonica prodotta dagli impianti industriali o presente nell’atmosfera in metanolo liquido, utilizzabile a sua volta come carburante o come materia prima per la produzione di altri idrocarburi, rappresenta una soluzione perfetta e a portata di mano. George A. Olah ci racconta le tappe della sua scoperta e l’impegno per un ambiente più pulito in un futuro sostenibile.

George A. Olah, chimico statunitense di origine ungherese, è professore alla University of Southern California e direttore dell’Istituto Loker per la ricerca sugli idrocarburi. Le sue ricerche sulla generazione e reattività dei carbocationi attraverso i superacidi gli hanno valso il Premio Nobel per la chimica nel 1994. Olah è il principale promotore della cosiddetta “economia del metanolo”, che studia soluzioni alternative ai combustibili fossili per la salvaguardia dell’ambiente.


George A. Olah
La ricerca di una vita - Verso un futuro sostenibile
Pagine: 64 - Prezzo: € 12.00
Di Renzo Editore

martedì, novembre 02, 2010

Il mistero della scienza

Le sue scoperte diedero un contributo fondamentale allo sviluppo della fisica moderna, ma le sue visioni sul mondo dell'antimateria erano addirittura troppo avanzate per il suo tempo. Forse per questo Majorana scomparve improvvisamente, era la primavera del 1938. La sua è una delle più emozionanti storie del '900 e non è ancora stata scritta la parola fine.

"Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero. Se volete inchinarvi all'uso, portate pure, ma per non più di tre giorni, qualche segno di lutto. Dopo ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi."
Sono queste le ultime parole scritte da Ettore Majorana prima di salire a bordo del traghetto che da Napoli era diretto a Palermo. La notte e il mare sono il teatro che uno dei più grandi fisici italiani sceglie per la propria scomparsa. Scomparsa che però conserva dei dubbi. Scomparsa che non avverrà quella notte e non su quella nave. Ettore Majorana scomparirà una sera di Marzo in circostanze incomprensibili. Ettore Majorana nasce a Catania nel 1906 e vive la sua infanzia in una famiglia di scienziati. Bambino prodigio che sbalordisce amici e famigliari con calcoli complessi, ed è un piccolo campione di scacchi. A soli 17 anni si iscrive alla facoltà di Ingegneria di Roma dove viene subito notato per la sua genialità. L'incontro con Enrico Fermi leader dei ragazzi di via panisperna è la collisione di due mondi diversi, se Fermi è l'immagine della solidità e dell'entusiasmo, Majorana è il suo esatto opposto, ombroso, schivo e contraddittorio.

Il suo genio matematico è indiscutibile, le sue intuizioni che scrive su pacchetti vuoti di sigarette finiscono puntualmente nei cestini dell'università con la disperazione di Fermi e colleghi che lo incitano a pubblicare invece i risultati. Dei pensieri di Majorana solamente una piccola parte verrà pubblicata, il resto sono intuizioni, visioni che non vorrà condividere con nessuno all'interno del mondo scientifico, un mondo che non sente suo. Tutto sembra ruotare in un mondo fantastico dove Ettore Majorana è il fulcro.

E' il 1933 Ettore Majorana si reca a Lipsia in una delle più prestigiose scuole di matematica della Germania nazista, dove incontrerà Heisenberg. Scrive alla famiglia entusiasta della nuova esperienza e che bisogna ricredersi su gran parte dei tedeschi. E' tenuto in grande considerazione da tutti gli scienziati tedeschi, ma quando torna a Roma è ancora più cupo e chiuso. Si rinchiude nel silenzio e comincia a studiare senza freni, disertando anche la sede di via panisperna. Di questi anni di studio intenso non esiste praticamente traccia, neanche una pubblicazione. Nel 1937 Fermi lo spinge a partecipare al concorso per la cattedra di fisica teorica di Napoli anche per spronarlo a contribuire alla ricerca. Dopo forti resistenze, Majorana decide di partecipare e vince la cattedra della facoltà di fisica.

Trasferitosi a Napoli, Majorana comincia a far giungere meno notizie alla famiglia fino a quando sparirà. Nel suo alloggio a Napoli chiede anche informazioni alla chiesa del nuovo Gesù come poter partecipare ad esperienze di ritiro religioso, ma l'ultima cosa che Majorana fa a Napoli è consegnare un plico contenente appunti ad una giovane allieva di nome Gilda Senatore il 25 marzo. Questi appunti non si troveranno mai.
Prima di salire sul postale che lo avrebbe riportato a Palermo il 25 Marzo ettore majorana, scrive al suo direttore di università annunciando la sua scomparsa, ma appena arrivato a Palermo dalla stanza di un albergo, Majorana scrive nuovamente al suo direttore:
"...il mare mi ha rifiutato, tornerò domani all'albergo Bologna di Napoli",
da questo momento in poi di Ettore Majorana si perdono le tracce. La misteriosa scomparsa, solleva da anni milioni di interrogativi, sopratutto perché il giorno di sparire Majorana ritira il suo passaporto e ritira una cospicua somma in denaro. Secondo Sciascia Majorana avrebbe scelto di legarsi alla vita religiosa, altri riportano che negli anni 50 lo avrebbero visto in argentina sotto falso nome, altri ancora invece lo riconoscono in Tommaso Lipari di Mazara del Vallo, un clochard che viveva per strada dando lezioni di matematica ai giovani del paese. In tutte queste ipotesi l'idea non condivisa dagli storici della scienza è che Majorana avrebbe intuito in anticipo che la ricerca scientifica di quegli anni avrebbe condotto alla costruzione della bomba atomica.

Un'altra pista però sembra portare ai servizi segreti. Durante quel periodo storico, la costruzione di un'arma di massa, una mente come quella di Majorana poteva essere decisiva. Un rapimento? Un omicidio? Per considerare il destino di Majorana bisogna studiare tutto il percorso esistenziale. La scelta finale di Majorana, non è un gesto improvviso, ma il frutto di una profonda riflessione filosofica e in particolare la frequentazione delle opere di Schopenhauer. E' una scelta che mette come suggello alla sua esistenza. Una sottrazione totale all'essere, una dispersione in mare. Majorana era arrivato ad un punto dove non è possibile tornare indietro.